Sergio Marchionne © Getty Images

Sergio Marchionne

“Condizioni industriali impossibili” che potrebbero portare gli investimenti di Fiat fuori dall’Italia. È quanto minacciato dall’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, a pochi giorni dall’incontro con i sindacati, in programma venerdì 2 agosto. Marchionne precisa di non avere pregiudizi (“rimango open minded”) ma non esclude che i prossimi modelli di Alfa Romeo possano essere prodotti all’estero, “abbiamo le alternative necessarie per realizzarli ovunque nel mondo”, ha affermato il manager in occasione di una conference call per la presentazione ei dati del secondo trimestre 2013.
L'ad Fiat non vede per il mercato europeo dell'auto alcuna svolta fino al 2015, anche a causa della forte competizione tra i costruttori e vuole quindi garanzie sugli investimenti da fare nel Paese. “L’attività in Italia non è in grado di finanziarsi da sola – spiega – se dobbiamo investire qui i soldi guadagnati altrove dobbiamo essere sicuri di riuscire a governare le fabbriche. Se invece le condizioni in Italia restano come quelle attuali, è impossibile gestire bene le relazioni industriali e quindi anche il nostro impegno sugli investimenti può essere rivisto”.
L’appuntamento di venerdì di Fiat con i sindacati verterà anche sulla rappresentanza dei lavoratori – legata alla governabilità dell’azienda – all’interno degli stabilimenti. Sul tappeto c'è il futuro di due fabbriche importanti, quelle di Mirafiori e Cassino: per entrambe la cassa integrazione è agli sgoccioli: a Torino finirà il 30 settembre, nell'altro stabilimento a fine anno. Se gli investimenti non si sbloccano il futuro di entrambi è ad alto rischio, con risvolti occupazionali drammatici. L’incontro con i sindacati dovrebbe essere seguito la settimana successiva da uno con il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato; l’obiettivo, ha spiegato il ministro, è di “ragionare sulle questioni del piano industriale e del rilancio della produzione”.