Cambiare le regole del gioco è spesso necessario per superare alcuni schemi collaudati, ma l’ingegno sta nella capacità di inventarsene delle nuove. Questo è il caso di Leaos e del suo ideatore Armin Oberhollenzer che, con una bicicletta originale e innovativa, ha deciso di farsi largo nel complesso settore della mobilità. Tra pedali, moto e quattroruote di diverse forme e modelli, la Leaos ha voluto prendersi una specifica nicchia di mercato, apparentemente piccola ma significativa. «Si pensa spesso alla bici elettrica come a una bicicletta cui è stato aggiunto un motore, ma non è così per noi», dice l’imprenditore altoatesino. «La Leaos è un mezzo di trasporto alternativo, pensato per una mobilità innovativa e in linea con la metamorfosi delle nuove città». Basta pensare che in Germania si stanno addirittura pensando di realizzare delle vere e proprie autostrade per le biciclette. «La bici elettrica così come la concepiamo noi avrà lo stesso impatto che ha avuto lo scooter nel settore delle moto, qualcosa di diverso, di nuovo», sottolinea Oberhollenzer.

L'intervista 


TECNOLOGIA E DESIGN
Il fondatore Armin Oberhollenzer

TUTTO IN UNO
La Leaos è nata, infatti, dopo numerosi tentativi con l’obiettivo di distinguersi da tutti i contesti di riferimento. Il telaio in fibra di carbonio è un chiaro elemento di innovazione, un fregio esclusivo della bicicletta prodotta a Bolzano, qualcosa di molto lontano dalla tipica forma delle due ruote a pedale. Il corpo Carbon Monocoque autoportante conferisce alla ebike resistenza e leggerezza, non a caso è il materiale usato principalmente in Formula 1. «La sfida più grande è stata quella di integrare tutte le parti tecniche ed elettroniche all’interno di un unico volume, cioè un monoblocco, soprattutto perché questo elemento sul mercato non esisteva prima», sostiene Francesco Sommacal, designer di Leaos. Una scommessa non banale se si considera che il motore, la batteria, la catena e tutta l’elettronica sono stati perfettamente nascosti per riuscire a dare alla Leaos un’estetica impeccabile. Semplicità, linearità e purezza sono tratti evidenti del design, ma non fini a se stessi, ogni scelta è stata fatta per offrire al consumatore un prodotto facile da usare. «Gli esercizi di stile non sono mai una buona cosa, se poi ci si dimentica che un mezzo del genere deve poter essere usato tutti i giorni dalla gente anche in città», afferma Oberhollenzer. Non sorprende quindi che si tratti di un modello unisex, con ingresso basso, facile da usare sia dalle donne sia dagli uomini, fino a 190 cm di altezza.
Si tratta, di fatto, dell’anello mancante tra bicicletta e motorino, inteso dall’azienda proprio come un mezzo a sé stante. Ogni elemento è stato sviluppato con massima cura e attenzione avendo in mente l’utente finale, coniugando le spinte propositive legate alle prestazioni tipiche dell’ingegneria e a quelle estetiche del design. Dopo vari prototipi, è stato eliminato tutto il superfluo lasciando solo l’essenziale, ma senza compromessi funzionali. A muovere la bici altoatesina è un motore elettrico Mpf centrale, sensibilissimo e molto potente dotato di 10 livelli di spinta, disponibile in due versioni da 200 o 500 watt. Tradotto in modo pratico, significa che si può viaggiare rispettivamente fino a 25 km/h o fino a 45 km/h. Ma le soluzioni innovative adottate per rendere unico questo prodotto non si fermano qui. Un significativo elemento di distinzione è la presenza del cambio automatico NuVinci, prodotto dall’azienda americana Fallbrook Technologies. I vantaggi in termini di comfort sono evidenti perché il sistema consente di cambiare rapporti non solo in modo automatico, ma anche progressivo, quindi senza strappi e senza rumori. Completa la dotazione di base della Leaos la batteria di fabbricazione tedesca BMZ da 11,6 Ah, totalmente integrata ed estraibile, ricaricabile sia nella bici che fuori. Piccola e leggera (2,2 kg), è in grado di assicurare un’autonomia di 90 chilometri. Freni a disco idraulici, impianto luci integrato e pneumatici da 26 pollici assicurano poi la massima sicurezza su qualsiasi tipo di terreno.

LA STORIA, I VOLTI E LE IDEE CHE HANNO RESO ECCELLENTE IL BRAND 

2012
Inizia l’attività di Leaos: si parte con gli studi di prodotto e i primi schizzi di una bici elettrica monoblocco.

 

2013
Cominciano i test geometrici e tecnologici: a fine anno i primi prototipi sono esteticamente e tecnicamente finiti.

2014
Viene avviata la produzione pre-serie e venduti i primi modelli.

2015
Parte il progetto della versione Solar, integrata con i pannelli solari per un’autonomia di 30 km al giorno.

 

2016
Si lavora alla progettazione di una nuova linea in alluminio, perciò meno costosa e destinata a un pubblico più ampio, ma sempre in stile Leaos.

MUOVERSI SMART
Fin qui le caratteristiche standard del modello originario Pure, ma l’azienda di Oberhollenzer può vantare anche un prodotto decisamente più innovativo, alimentato a energia solare: «L’intuizione di usare i pannelli solari mi è sembrata una scelta naturale fin dall’inizio, ma la realizzazione della versione Solar ha richiesto tempo e impegno», confida l’ideatore. Il punto di partenza è stato sempre la monoscocca in carbonio che, assicurando un’ampia superficie esposta, ha subito offerto un naturale alloggio per il rivestimento fotovoltaico. L’energia pulita diventa così parte integrante del design e il livello di carica accumulata, così come lo stato della batteria possono essere tenute sotto controllo in tempo reale attraverso un display multifunzione incorporato al manubrio. Le celle solari potrebbero assicurare abbastanza energia per percorrere fino a 30 km al giorno, ma in caso di necessità il modello offre anche l’opzione di ricarica plug-in portando l’autonomia a 90 km come nella versione originale. La messa a punto di questo ingegnoso sistema porta così l’ebike a essere totalmente autarchica, distinguendosi ulteriormente nel mercato di riferimento. Un mercato piuttosto interessante e promettente: «Dati alla mano, in Europa si vendono ogni anno 24 mila biciclette che costano più di 5 mila euro», dice Oberhollenzer. «A questo potenziale target dobbiamo aggiungere un ulteriore bacino di consumatori che semplicemente amano i bei prodotti e che non necessariamente hanno in testa l’acquisto di una bici elettrica». È specialmente a questo ampio e indefinito target che Leaos si rivolge, consumatori che potrebbero essere interessati alla bicicletta a pedalata assistita senza neppure saperlo. «L’elemento più difficile da spiegare non è la bici in sé, il cui design parla da solo, ma quello che si prova a usarla. Molti dei nostri clienti, scendendo dal sellino, ci dicono che non si aspettavano una simile esperienza», prosegue Oberhollenzer. Quello che viene raccontato da chi ha provato la Leaos è uno straordinario senso di libertà. Al piacere di pedalare si aggiunge la possibilità di percorrere lunghi tragitti, senza faticare né sudare. Senza contare la sensazione di usare un mezzo di locomozione comodo e sicuro anche spingendo l’acceleratore al massimo. «È questa la gratificazione più grande, riuscire a convincere il possessore di una macchina sportiva a lasciarla in garage per prendere la nostra bicicletta e andare a fare un giro in libertà», ci dice ancora l’imprenditore. Il successo della Leaos nel mondo è legato a questa “emozione”, un plus che si unisce al piacere di possedere un oggetto innovativo e di indubbia bellezza. Ovviamente il prezzo da pagare per una simile galvanizzazione non è a buon mercato. Il modello base parte 5.490 euro, una soglia d’ingresso piuttosto selettiva, ma chi acquista l’ebike altoatesina non ne fa mai una questione economica.

PER IL LAVORO
«Quasi sempre chi compra le nostre Leaos aggiunge diversi accessori e non si limita alla configurazione di partenza», conferma Oberhollenzer. Quindi queste biciclette non sono propriamente oggetti di lusso, ma neppure destinate a un ampio pubblico. Sono un “vezzo funzionale”, si comprano perché belle, si apprezzano perché comode, utili ed ecologiche. È anche un segno di distinzione. La capacità di personalizzare questa bici è, infatti, un ulteriore elemento di marketing sviluppato dall’azienda italiana. Sul sito è disponibile un vero e proprio configuratore che permette di costruire la Leaos sulla base di gusti e specifiche necessità, impreziosendo il telaio con finiture in legno, scegliendo la potenza del motore, aggiungendo batterie di scorta, ma anche integrando tecnologia come il gps/antifurto che permette di localizzare la bici ovunque. La personalizzazione e la realizzazione “a mano” delle ebike rappresentano anche un’opportunità in più per sfondare in ambito business. «Le aziende sono per noi un target molto interessante, perché siamo in grado di realizzare prodotti ad hoc, ed è per questo che abbiamo avviato colloqui con grandi gruppi sia in Italia che all’estero», dice il fondatore. D’altra parte il tema della mobilità urbana è centrale ormai in ogni contesto, e la proposta di Leaos va nella giusta direzione, puntando a costruire le basi per un successo crescente di questo mezzo di locomozione non ancora del tutto valorizzato. Non sorprende quindi che l’azienda altoatesina abbia in programma di lanciare a breve un nuovo modello più popolare, proprio con l’obiettivo di allargare la base di utenti. «Sarà una bicicletta di qualità ma non in fibra di carbonio, con la quale vogliamo convincere sempre più consumatori a scegliere l’ebike per spostarsi dento e fuori le città», riferisce Oberhollenzer. È presto per dire se siamo davvero agli inizi di una nuova era dei trasporti, di sicuro il nostro made in Italy ha sempre saputo distinguersi in questo segmento e Leaos può già vantare traguardi di tutto rispetto.


L’idea dei pannelli solari da montare su una bici elettrica era sin dall’inizio nei piani di Oberhollenzer, ma per motivi commerciali non era stata implementata nel modello originario Pure. È divenuta invece realtà con la versione Solar: la monoscocca in carbonio, assicurando un’ampia superficie di esposizione alla luce del sole, è il naturale alloggio per il rivestimento di micropannelli fotovoltaici. La carica accumulata e lo stato della batteria possono essere tenuti sotto controllo grazie al display multifunzione. Le celle solari garantiscono un’autonomia di 30 km, cui si possono aggiungere altri 90 km con la ricarica plug-in.