Secondo una recente indagine Ipsos, il 50% degli italiani non considera chiara l'informazione sul tasso di interesse e sulle spese accessorie dei prestiti. Il livello di conoscenza di variabili come Tan e Taeg è basso, mentre, per quanto concerne le spese accessorie, la più ‘famosa’ è quella di apertura pratica (65% dei conoscitori di almeno una forma di credito); seguono l'istruttoria (55%), la chiusura pratica (54%), l'assicurazione (52%), la riscossione della rata (40%), e anche l'impatto dell'aumento dei tassi è scarsamente percepito. Per questo motivo Findomestic, banca specializzata nel credito al consumo dal 1984, ha deciso di azzerare tutte le spese accessorie dei prestiti personali rendendoli chiari, semplici e trasparenti.
Dalla ricerca effettuata da Ipsos è emerso che la rata viene sovente ritenuta la vera unità di misura con cui ci si confronta all'atto della stipula di un finanziamento. La maggioranza degli intervistati indica infatti genericamente come "interessi" sul finanziamento, da cui ricavare la misura della sua onerosità, la differenza tra l'importo erogato e quello complessivamente restituito. La scelta di azzerare i costi accessori costituisce un ulteriore passo di Findomestic nella direzione del credito responsabile, considerando l'importanza strategica del settore del credito al consumo in Italia. "Gli italiani - ha dichiarato Chiaffredo Salomone, ad di Findomestic - si sentono poco preparati ed effettivamente denotano una conoscenza molto superficiale del meccanismo del credito al consumo, per cui da un lato fanno molto affidamento sugli operatori del settore e dall'altra tendono a semplificare il problema e proprio per questi motivi premiano la serietà dei soggetti eroganti. Il rischio tuttavia è che molti siano particolarmente esposti a situazioni poco limpide e 'ben confezionate’ e alla variabilità dei tassi; quindi se da una parte i costi accessori rivelano spesso fastidiose e spiacevoli sorprese, dall'altro l'impatto di un aumento dei tassi e' ignoto o rimosso".