Da tempo, sull’Agenzia delle Entrate pendeva la spada di Damocle delle nomine illegittime: una querelle si trascinava da anni. Ora, a dare un taglio netto al problema facendo calare la fatidica spada, è la Consulta che, con un atto ufficiale, ha dichiarato illegittime le nomine di un terzo dei dirigenti delle Agenzie delle Entrate, delle Dogane e del Trasporto. Tradotto: circa 800 dirigenti su 1.100 sono decaduti, creando una voragine all’interno del principale istituto fiscale italiano.

I giudici hanno infatti sentenziato che qualsivoglia nomina debba avvenire per concorso pubblico, e non in forza di mere promozioni di dipendenti già in servizio. Altrimenti si viola l’art. 97 della Costituzione. Dunque, è stata valutata come incostituzionale la norma che autorizzava le tre agenzie ad attribuire incarichi dirigenziali a propri funzionari con «contratti di lavoro a tempo determinato, la cui durata è fissata in relazione al tempo necessario per la copertura del posto vacante tramite concorso».

Inoltre sono state dichiarate incostituzionali anche le seguenti proroghe degli incarichi che «fanno corpo con la norma impugnata, producendo unitamente ad essa effetti lesivi, ed anzi aggravandoli».