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Mira Murati, chi è la donna dietro OpenAI e ChatGpt

Cosa c’è da sapere sulla trentenne Cto dell’azienda che, anche grazie a ChatGpt, ha dato il via alla rivoluzione tecnologica mondiale dell’ultimo anno

Mira-Murati-OpenAI Credits: Photo by Eugene Gologursky/Getty Images

A soli 35 anni Mira Murati è la Chief Technology Officer (Cto) di OpenAI, la società che con il lancio di ChatGpt ha puntato i riflettori sulle potenzialità dell’Intelligenza Artificiale generativa, che sta cambiando il mondo.

Eletta “donna più influente del 2023” dal Financial Times, Murati è molto considerata anche all’interno della stessa OpenAI. Non a caso lo scorso novembre, nel momento più difficile per la società, è stata nominata Chief Executive Officer ad interim, anche se quella situazione è durata poco. Il consiglio di amministrazione l’aveva considerata “qualificata in modo univoco”, per il ruolo di amministratore delegato e per gestire quel periodo di transizione.

“Mira ha fatto un lavoro straordinario, mettendosi a disposizione della mission, del team e dell’azienda in modo disinteressato per tutto il tempo. È una leader incredibile e OpenAI non sarebbe OpenAI senza di lei”, ha sottolineato il co-fondatore dell’azienda, Sam Altman al suo ritorno in veste di Ceo all’interno dell’azienda alla fine di quello stesso mese.

Chi è Mira Murati

Albanese di nascita e californiana di adozione, laureata in Ingegneria meccanica e con un’esperienza in Tesla, Mira Murati dirige le attività tecniche di OpenAi da San Francisco.

Parte del team di leadership della società da più di cinque anni, la dirigente ha svolto un ruolo fondamentale nell’evoluzione della società, contribuendo a trasformarla in un leader globale dell’intelligenza artificiale.

Vanta un set di competenze unico, ma uno dei suoi punti forti è anche la consapevolezza dei valori in campo, delle operazioni e del business dell’azienda. Guida abilmente i reparti di ricerca, produzione e sicurezza.

OpenAI ha in più occasioni riconosciuto il peso positivo del suo lungo mandato e lo stretto impegno in tutti gli aspetti dell’azienda, compresa la sua esperienza nella governance e nelle policy legate all’intelligenza artificiale. Murati inoltre ha gestito i rapporti con Microsoft, importante investitore, e si è confrontata con più di un governo sul tema della regolamentazione dell’intelligenza artificiale.

Dall’Albania a Tesla

“Sono nata in Albania dopo la caduta del Comunismo”, ha raccontato la manager qualche tempo fa, “in un’area del mondo isolata, com’è oggi la Corea del Nord. E ho studiato matematica e fisica perché in Albania all’epoca erano percepite come importanti”.

Murati ha completato poi i suoi studi universitari in Canada. Quando era ancora una studentessa, ha guidato un team che ha costruito un’auto da corsa ibrida: da lì, il passaggio allo sviluppo di alcuni modelli chiave del mondo Tesla è stato breve.

“E mentre lavoravo in Tesla”, ha ricordato la dirigente, “mi sono interessata all’intelligenza artificiale e alle sue applicazioni, in particolare alla guida autonoma. È stato in quel momento che mi sono chiesta cosa sarebbe successo se l’AI e la computer vision fossero state utilizzate in altri ambiti”.

Sviluppare un’AI sicura e responsabile

L’intelligenza artificiale ha il potenziale per apportare benefici a quasi ogni aspetto della nostra vita, quindi deve essere sviluppata e implementata in modo responsabile. Questo è il manifesto teorico di OpenAI.

“I sistemi di intelligenza artificiale stanno diventando parte della vita di tutti i giorni. La chiave è garantire che queste macchine siano allineate con le intenzioni e i valori umani”, ha dichiarato in proposito Mira Murati in quanto responsabile della “sicurezza”.

L’intelligenza artificiale, infatti, offre enormi vantaggi, insieme a un serio rischio di uso improprio. OpenAI si è dotata di una “Carta” che guida ogni aspetto del proprio lavoro per garantire che venga data priorità allo sviluppo di un’AI sicura e vantaggiosa.

L’azienda dispone di ben tre team tecnici che affrontano questa sfida, a partire dall’allineamento della “superintelligence”.

La prevenzione in vista delle elezioni globali

“Ci stiamo preparando alle elezioni del 2024 lavorando per prevenire l’abuso dell’intelligenza artificiale, aumentando la trasparenza sui contenuti generati dall’AI e migliorando l’accesso a informazioni di voto affidabili”, ha dichiarato Mira Murati recentemente.

Una delle ultime battaglie di OpenAI, infatti, è approcciare in modo corretto le diverse e imminenti votazioni, sparse per tutto il pianeta.

Proteggere l’integrità delle elezioni richiede la collaborazione di ogni aspetto del processo democratico e vogliamo assicurarci che la nostra tecnologia non venga utilizzata in un modo che potrebbe compromettere questo processo”, ha affermato l’azienda.