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“Bene Draghi in Bce, forse anche all’Italia serve un uomo nuovo”

I manager italiani elogiano le prime mosse del presidente della Banca centrale europea: “Non potrà aiutare più di tanto l’Italia, ma con il taglio dei tassi lo ha già fatto”, afferma Silvestre Bertolini di Costituente Manageriale che chiede una nuova rotta anche per il nostro Paese

“Finalmente abbiamo un italiano che ridà fierezza e credibilità al nostro Paese, ma soprattutto che prende in mano l’Europa, anch’essa smarrita e inconcludente”. È questo il primo commento di Silvestre Bertolini, coordinatore di Costituente Manageriale, che accoglie con favore la decisione del Consiglio direttivo della Bce (presieduto dall’italiano Mario Draghi) di portare i tassi all’1,25%; una mossa “inattesa, ma intelligente e indispensabile per ridare fiato all’economia e un chiaro segnale ai mercati. Da oggi – aggiunge Bertolini – abbiamo un uomo capace, credibile e deciso a gestire al meglio una situazione esplosiva, sperando che la politica europea possa dargli una mano. Un italiano che non potrà aiutare più di tanto l’Italia, ma oggi con il taglio dei tassi lo ha già fatto”.L’aiuto dall’Europa è arrivato e probabilmente continuerà ad arrivare; spetta ora alla politica Italia cambiare rotta uscendo “da questo vortice di inconcludenza e incompetenza. Anche ieri abbiamo assistito a un indescrivibile rincorrersi di tutto e del contrario di tutto, salvo poi solo a tarda sera ritrovarci con un nulla di fatto”, aggiunge il coordinatore di Costituente Manageriale riferendosi al Consiglio dei ministri e al maxi-emendamento appena approvato dal governo. “Forse anche l’Italia ha bisogno di un uomo nuovo capace, credibile e deciso a gestire al meglio una situazione esplosiva – conclude Bertolini – Se solo la politica si assumesse le sue responsabilità e pensasse per una volta al bene del Paese e degli italiani, forse potremmo anche farcela”.

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Silvestre Bertolini