Mario Draghi, Bce © European Union, 2011

Il presidente della Bce, Mario Draghi

Prima, grande decisione della Bce targata Mario Draghi: il consiglio direttivo della Banca centrale europea ha deciso all’unanimità di abbassare i tassi al 1,25%; l’abbassamento del costo del denaro ha portato in calo anche il tasso marginale che passa dal 2,25% al 2.00% e quello sui depositi che scende dallo 0,75% allo 0.50%. La decisione ha portato una boccata d’ossigeno ai mercati azionari che hanno da subito registrato segnali di ripresa (Parigi, Francoforte e Milano hanno registrato aumenti superiori al 3%) ed è stata apprezzata da Confindustria: “È una decisione molto opportuna e positiva. La prima mossa di Draghi è un sostegno forte alla crescita in un momento difficile”, ha dichiarato il presidente Emma Marcegaglia a margine del B20 a Cannes. Il banchiere italiano ha poi sottolineato il calo delle prospettive inflazionistiche dell'area euro che potrebbero scendere sotto il 2% nel 2012.
Riguardo al momento critico dei mercati azionari il presidente della Bce ha invitato paesi come l’Italia a “mettere in ordine le finanze pubbliche” e “fare riforme strutturali”, l’unica strada per riportare la fiducia degli investitori. Nonostante l’impegno della Banca centrale europea, spetta in primo luogo al governo italiano, e a quelli degli altri Paesi, far scendere i rendimenti dei titoli di Stato, ha aggiunto Draghi sottolineando come il Consiglio direttivo non si sia concentrati “specificamente” sulla situazione italiana.
E quasi in risposta a quanto dichiarato in mattinata dal presidente cinese Hu Jintao, Draghi ha invitato la Cina a dare un contributo alla risoluzione della crisi. “L'economia cinese è fra le poche fonti di crescita globale – ha affermato il presidente Bce – Mi aspetto contributi molto importanti al G20”.