Berlusconi e Tremonti © GettyImages

Nella foto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti

Sembra che tra i provvedimenti appena decisi dal governo non ci sarà nessun prelievo sui conti correnti, niente condoni, patrimoniale (5 per mille), o aumento dell'età pensionabile (la Lega Nord minaccia una rivoluzione); nessuna ipotesi anche di reintroduzione dell'Ici sulla prima casa, imposta cancellata proprio dal governo Berlusconi. Quello che è certo è che l’esecutivo, almeno per il momento, procederà attraverso un maxi-emendamento e non attraverso un decreto legge che avrebbe creato un certo malcontento all’interno del Parlamento e sarebbe andato contro le richieste del presidente Napolitano, ovvero di attuare le scelte chieste dall’Europa attraverso un processo di “larga condivisione”.
La proposta del governo dovrebbe arrivare in Senato venerdì prossimo. Decreto e Ddl arriveranno dopo. Quelli varati nella serata pre-G20 sarebbero i primi interventi su semplificazioni varie e rilancio delle infrastrutture (defiscalizzazione per chi realizza e gestisce un'opera). Insomma, come previsto dalla riforma del bilancio, dovrebbero esserci solo misure che incidono sui saldi: le prime dismissioni di immobili, o lo snellimento delle procedure della Pubblica amministrazione. Poi ci sarà il capitolo lavoro (rilancio per giovani e donne, ma no la flessibilità in uscita),e liberalizzazioni (servizi pubblici locali in testa). Al momento, però, ci sono solo i “titoli”, non i contenuti e nel ricco menù delle ipotesi figuravano ben altri interventi. Nella lettera all'Ue il Governo indicava cinque miliardi l'anno per tre anni dalle dismissioni e valorizzazioni immobiliari, meno vincoli alla concorrenza, un piano per il rilancio del Sud. Interventi sul lavoro (non la flessibilità in uscita, al momento), con particolare attenzione a giovani e donne, ipotesi di intervento sulle pensioni (età a 67 anni). Attuazione della delega fiscale-assistenziale (20 miliardi). Misure che inizialmente dovevano essere contenute in un decreto. Ma si è optato per il maxiemendamento alla Legge di Stabilità e poi, decreto e Ddl.
Tra gli interventi indicati a breve il Governo segnalava nella lettera all'Ue, entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all'attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori. Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese; ed entro 6 mesi, l'adozione di misure che favoriscano l'accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l'efficacia. Si punta inoltre entro 8 mesi, al completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione. Nei prossimi 4 mesi è “prioritario aggredire con decisione il dualismo Nord-Sud che storicamente caratterizza e penalizza l'economia italiana”.

Il testo integrale della lettera dell'Italia all'Ue