Taglio cuneo fiscale, Tim e accise benzina: i temi in Consiglio dei ministri

Il Consiglio dei ministri si è riunito dopo la pausa estiva. La premier Giorgia Meloni ha promesso un anno di cambiamenti. Ecco i principali provvedimenti allo studio

Consiglio-dei-ministriPalazzo Chigi

Sono stati numerosi i temi all’ordine del giorno del primo Consiglio dei ministri italiano dopo la pausa estiva. Il governo presieduto da Giorgia Meloni, alle prese anche su temi di ordine pubblico e la gestione del flusso dei migranti, ha promesso un anno di cambiamenti a partire dalla riforma costituzionale, dalla riforma della giustizia e dalla delega fiscale. L’attenzione, al momento, è puntata sulla prossima legge di bilancio che, ha sottolineato la premier, avrà il compito di “supportare la crescita” e, al contempo, “aiutare le famiglie in difficoltà”.

Consiglio dei ministri: obiettivo taglio del cuneo fiscale

Al momento per la legge di bilancio sono stati recuperati 6-7 miliardi di euro, ma le richieste dei partiti ammonterebbero a 40 miliardi. Il governo punta a recuperarne almeno una trentina, ma è scontato che ogni ministero dovrà verificare le risorse a disposizione ed evitare al massimo gli sprechi. Tra gli obiettivi principali dell’attuale governo c’è la conferma del taglio del cuneo fiscale, ovvero dei contributi a carico dei lavoratori dipendenti con redditi fino a 35 mila euro. L’obiettivo è rafforzare stipendi e pensioni per le famiglie meno abbienti.

Aiuti alle famiglie

Altro grande tema sarà il sostegno alle famiglie. Per loro, oltre agli aiuti diretti con l’assegno unico e a un pacchetto di misure allo studio che dovrebbe favorire la natalità, risorse permettendo si sta lavorando a nuovi sgravi fiscali, ad esempio per le imprese che assumono le mamme con tre figli.

Da Tim alle accise benzina

Nel Corso del Consiglio dei ministri di fine agosto, il governo ha deliberato anche lo stato d’emergenza per 12 mesi per gli eventi metereologici che si sono verificati tra maggio e agosto di quest’anno. Via libera anche a un decreto legge che dovrebbe sancire il ritorno dello Stato nella compagnia telefonica Tim. Non si tratterà di un controllo azionario, ma strategico con una quota di minoranza della società.

Come accennato, per i provvedimenti allo studio del Consiglio dei ministri la grande incognita sono le risorse. In parte dovrebbero arrivare dalla tassa sugli extra profitti delle banche, che Forza Italia (partito di maggioranza) chiede di rivedere. Altri fondi dovrebbero arrivare dal maggior gettito fiscale proveniente dai rincari dei carburanti per i quali non sarebbe previsto un nuovo taglio delle accise. Piuttosto, si starebbe valutando un bonus benzina destinato alle famiglie a basso reddito.

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