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Stellantis, Mirafiori in fermento. Dongfeng punta a produrre in Italia

Presentando a Milano il brand premium Voyah, Qian Xie, capo europeo del produttore cinese, ha ammesso: “Contatti con il governo molto positivi”

Voyah-Dongfeng Il modello Dream di Voyah, marchio premium del gruppo Dongfeng

Da una parte Stellantis, che rallenta ancora la produzione di auto in Italia, dall’altra un produttore cinese come Dongfeng pronto a stabilire i suoi stabilimenti nel nostro Paese. La concorrenza dei produttori automobilistici cinesi, che incalzano quelli europei, si avverte anche nella Penisola con Stellantis che ha annunciato per lo stabilimento di Mirafiori e per 2 mila operai un nuovo periodo di cassa integrazione dal 22 aprile al 6 maggio 2024. Lo ha fatto ieri, nello stesso giorno in cui si è tenuta l’assemblea degli azionisti ad Amsterdam per approvare conti, con gli utili che superano i 18 miliardi di euro, un dividendo da 4,7 miliardi di euro e un compenso per il Ceo Carlos Tavares, che ha superato 23 milioni di euro.
La notizia ha inevitabilmente suscitato le ire dei sindacati, che avevano già manifestato venerdì scorso a Torino e che ora sono tornati a chiedere maggiore attenzione per le fabbriche italiane. “Come sindacato ribadiamo che la priorità oggi sono gli investimenti negli stabilimenti, non i compensi”, ha dichiarato Ferdinando Iuliano, segretario di Fim Cisl.

Le mosse di Dongfeng in Italia

Se il Ceo Tavares ha definito la concorrenza asiatica come “un rischio”, nel frattempo la Cina si muove. Sempre ieri, Qian Xie, capo europeo di Dongfeng (azionista di Stellantis con l’1,5% del capitale), si trovava alla Design Week di Milano per lanciare uno dei suoi brand, Voyah. Nell’occasione ha affermato che sono cominciati colloqui con il governo italiano per valutare la possibilità di costruire le proprie automobili nel nostro Paese.

“I contatti sono molto positivi”, ha commentato Xie. “Riconosciamo all’Italia la sua lunga cultura automobilistica a cui si aggiunge la sua collocazione geografica che facilita il trasporto verso altre regioni, sia di prodotti che di componenti”. Stando a Bloomberg, il costruttore sta ipotizzando di creare un impianto in grado di produrre fino a 100 mila veicoli ogni anno. Intanto altri due produttori asiatici come Chery e Byd hanno scelto rispettivamente la Spagna e l’Ungheria.