Brunello Cucinelli dà nuova vita a Castelluccio di Norcia

Alla Triennale Milano l’imprenditore umbro ha presentato un’idea di progetto per la ricostruzione e riqualificazione del piccolo borgo umbro dopo il terremoto del 2016

Brunello Cucinelli Castelluccio di Norcia

Un progetto di ricostruzione e riqualificazione del piccolo borgo umbro di Castelluccio di Norcia, gravemente colpito dal terremoto del 2016. È l’idea presentata alla Triennale di Milano dall’imprenditore Brunello Cucinelli, che ha deciso di fare un nuovo dono al territorio umbro. Coerentemente con quanto già fatto per Solomeo, dove ha sede la stessa azienda di Brunello Cucinelli, e Norcia, dove sono stati eseguiti restauri nella Torre civica nel Teatro e nel riconsolidamento della Castellina, il progetto per Castelluccio di Norcia prevede uno straordinario intervento di riqualificazione nella frazione medioevale del paese.

Brunello Cucinelli e l’idea di un borgo a misura d’uomo

Assieme ai suoi famigliari e all’amico architetto Massimo de Vico Fallani, Cucinelli ha tenuto a precisare che l’idea di fondo è stata quella di riproporre alla comunità tutta, nel profondo rispetto del suo genius loci, un borgo a misura d’uomo.

“Il progetto di idee che intendiamo donare al borgo di Castelluccio come auspicio per una sua ricostruzione racconta molto di quello che è il nostro modo di vivere e di lavorare a Solomeo”, ha affermato l’imprenditore. “Ho sognato che Castelluccio possa risorgere nuovamente proprio così come era prima del terremoto e questa idea che ci siamo impegnati a realizzare è un tributo alla sua straordinaria bellezza, alla sua antica storia, alla sua popolazione silenziosa, laboriosa e dignitosa. Allo stesso tempo il progetto vuol anche essere un dono pensato per un futuro ispirato alla Umana Sostenibilità così da provare a portare un significativo contribuito di bellezza all’umanità che animerà i secoli a venire”.

La rinascita di Castelluccio di Norcia

Il progetto, curato dalla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli, è il risultato di un lungo e accurato studio svolto sui documenti d’archivio e a stampa e fisicamente con numerosissimi sopralluoghi sul posto. Tale studio, complessivamente definibile di restauro paesaggistico nel suo più ampio significato di relazione tra natura e artificio, è stato inteso a conoscere il significato storico e artistico del nucleo urbano a confronto con il grandioso scenario naturale di cui è il fulcro, dominato dall’austero profilo del Monte Vettore.

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