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Lavoro

Un esempio isolato non può funzionare

Lo dice Pierangelo Dacrema, economista dell’Università della Calabria

Si può basare l’attività di impresa sul dono come fa Economia di Comunione?Un’economia del dono può funzionare nel momento in cui si trasforma in un fatto educativo e ha un largo seguito. Potrebbe dare dei risultati brillantissimi nella lotta alla povertà. Per essere risolutiva, però, deve essere una manovra corale e per questo è necessaria una piccola rivoluzione sul piano giuridico e culturale. Finché il bilancio continua ad avere certe regole, un’impresa orientata al benessere collettivo ha le mani legate. Occorre da un lato una legislazione diversa e dall’altro una mentalità nuova, più elastica e pronta a recepire e affrontare i difetti del sistema.

In che senso?Oggi un’impresa che guarda alla solidarietà è di fatto incompatibile con il sistema finanziario. Faccio un esempio: prendiamo un’impresa alimentare che soffre di un eccesso di capacità produttiva. Potrebbe avere tutto l’interesse a produrre di più e donare parte dei sui prodotti a una comunità indigente con un evidente profitto sociale. Se lo facesse, però, questa impresa fallirebbe, in quanto affronterebbe costi superiori ai ricavi. Perché possa mantenersi sul mercato dobbiamo immaginare che questa impresa, proprio perché decide di aiutare chi sta male, può godere di un sistema di relazioni e di sostegni finanziari molto concreti che la aiutano ad aggiustare i conti. Nel nostro modello economico, infatti, un’impresa che non fa quadrare i conti non sta in piedi ed è per questo che il piano etico si stacca da quello economico e confliggono.

Come può cambiare la situazione?Molto spesso si sottovaluta la capacità degli uomini di fare cose migliori di quelle che fanno attualmente. C’è qualcosa di malato e di anacronistico, per esempio, nel fatto che per molte imprese sia diventato più difficile vendere che produrre. L’ostacolo finanziario blocca una tale somma di energia da procurare risultati complessivi che sfiorano l’assurdità. Si deve discuterne parecchio e ci si deve convincere che quello che appare come un obiettivo utopistico in realtà è invece a portata di mano. Però deve esserci una manovra collettiva, una svolta del genere non può vivere di esempi isolati.