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Lavoro

Lavorare nelle fintech: i ruoli più richiesti e gli stipendi medi

Business development manager, sviluppatori e programmatori, data scientist sono alcuni dei professionisti più ricercati dalle aziende innovative

Siete alla ricerca di un lavoro? Allora buttatevi sul Fintech, che coniuga innovazione finanziaria e innovazione tecnologica. Si tratta, infatti, di un settore in forte espansione, in cui la domanda di professionisti è in continua crescita. Basti pensare che, secondo i dati della Banca d’Italia, solo nel 2016 sono stati riservati allo sviluppo di progetti Fintech oltre 26 miliardi di dollari di investimenti internazionali. Per capire quali sono le figure più ricercate oggi dalle aziende del comparto, BusinessInsider ha chiesto il parere di Alessandro Longoni e Alessandro di Lullo, rispettivamente head del Fintech District e co-founder di Fintech EduLab. Secondo i due esperti, uno dei lavori più in auge è il business development manager, una versione più moderna del commerciale, cui sono richieste competenze sia specialistiche sia trasversali. Infatti, spetta a lui comprendere i trend del settore, rapportarsi ai clienti in modo semplice e chiaro, sviluppare un background tecnico in merito a prodotti e servizi offerti. Stando alle stime del portale di annunci di lavoro Neuvoo, in Italia lo stipendio medio per questo ruolo è di circa 57.000 euro l’anno (si va da un minimo di 40.000 e un massimo di circa 81.000 euro).

Il Fintech richiede competenze specifiche

Le aziende che lavorano nel Fintech sono alla ricerca anche di sviluppatori e programmatori capaci di destreggiarsi con agilità nei meandri della programmazione. Queste figure devono, quindi, conoscere i linguaggi di programmazione e saper lavorare con le Application Programming Interface (API). Con quale ritorno? Le stime della community di startup partner del Fintech District parlano di una retribuzione che si aggira attorno ai 40.000 euro. Nello staff delle società più innovative non possono mancare poi i data scientist, professionisti che leggono e analizzano i dati traendone insight approfondite e guadagnando mediamente circa 40.000 euro l’anno (dati Neuvoo). Ma servono anche figure più tradizionali, come legali, consulenti finanziari e project manager. I primi devono ovviamente conoscere i regolamenti e le direttive europee in ambito Fintech, ma anche analizzare i cambiamenti in atto nel settore e scoprire come lanciare sul mercato determinati prodotti che ancora non sono del tutto regolati. Un compito delicato, che può essere ripagato con buste paga che oscillano da 44.000 ai 62.000 euro secondo il portale Neuvoo.

Le aziende del Fintech hanno bisogno anche di figure “tradizionali”

I consulenti finanziari devono avere competenze specifiche nei servizi d’investimento, per assistere i clienti nella gestione del loro patrimonio, in relazione alle loro esigenze. Sempre stando alle stime del portale Neuvoo lo stipendio oscilla dai 34.000 euro ai 69.000 per i professionisti con esperienza. Ai project manager sono richieste sia competenze IT sia competenze legate al mondo delle banche e dell’innovazione bancaria. Devono, infatti, gestire i progetti in ogni fase: dalla valutazione e pianificazione alla realizzazione e controllo. La retribuzione media per questi professionisti si aggira tra i 50.000 e i 60.000 euro l’anno. Infine, per avere successo nel mondo di oggi, banche, startup e aziende che lavorano nel comparto, devono necessariamente pianificare anche campagne di advertising su Google e sui social media. Ecco perché hanno bisogno di un digital marketing manager, una figura cioè in grado di tradurre dinamiche e trend legati al mondo Fintech in messaggi finalizzati ad attirare clienti online. Per elaborare accurate strategie di segmentazione, posizionamento e targeting, secondo Neuvoo, questi professionisti guadagnano mediamente circa 48.000 euro all’anno.