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Poste si prepara ad entrare nella rete Tim? Pronti più di 100 milioni per Netco

Secondo indiscrezioni, il gruppo presieduto da Matteo Del Fante vuole sottoscrivere una consistente quota del fondo Rete Digitale promosso da F2i

architecture-alternativo Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane

Anche Poste Italiane sarebbe pronta a far parte della nuova società in cui verrà scorporata la rete Tim. Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha intenzione di sborsare circa 100 milioni di euro per inserirsi nel fondo per la Rete Digitale promosso dalla sgr F2i.

La società di gestione dei risparmi italiana, guidata da Renato Ravanelli, sta infatti raccogliendo investitori per controbilanciare il peso degli investitori internazionali interessati a NetCo, la nuova società dell’infrastruttura che farà capo all’operatore telefonico. Poste sarebbe interessata a farne parte tramite la controllata Poste Vita, braccio assicurativo del colosso italiano. Viene riportato che il gruppo avrebbe inviato una manifestazione di interesse a F2i per sottoscrivere una quota del fondo pari al 10%.

Un investimento, questo, che renderebbe Poste Vita uno dei principali sottoscrittori del fondo Rete Digitale, promosso dalla sgr con l’aiuto del ministero dell’Economia, che avrà per sé il 20% di Netco. Circa il 65-70% del capitale dovrebbe andare agli attori internazionali guidati dal fondo Kkr (Kohlberg Kravis Roberts). L’impegno nel veicolo ad oggi avrebbe superato gli 800 milioni, ma c’è tempo fino a metà gennaio per chiudere la raccolta.

Oltre ai già citati, il fondo decennale di F2i (che ha in gestione oltre 7 miliardi e ha investito in 23 società attive in sei settori infrastrutturali) dovrebbe contare su un contributo di circa 250-300 milioni da parte delle fondazioni bancarie, ma finora le uniche ad averlo annunciato pubblicamente sono la fondazione Crt e la Compagnia di Sanpaolo. Tra gli investitori dovrebbe esserci anche Cariplo e le fondazioni di Lucca e Sardegna.

Viene riportato che per quanto riguarda invece le casse previdenziali, si attende l’esito di un incontro fissato per settimana prossima: se arrivasse il via libera, l’apporto potrebbe aggirarsi attorno ai 400 milioni di euro, frutto di consistenti investimenti da parte di Cassa Forense (150 milioni), Inarcassa e Cassa Geometri (50 milioni a testa), Ensarco e Cassa dei Commercialisti (25 milioni cadauna).