Tim: la rete al fondo Kkr per 22 miliardi di euro

Il Cda dell’azienda cede alla società americana, in consorzio con ministero dell’Economia e F2i, la rete di telecomunicazioni. Il primo azionista Vivendi promette battaglia: “Decisione illegittima”

Tim-SparklePhoto by Emanuele Cremaschi/Getty Images

È arrivata una svolta sul futuro della rete di telecomunicazioni Tim e dell’azienda stessa. Il Consiglio di amministrazione della società ha, infatti, deciso di vendere la rete di telecomunicazioni al fondo americano Kkr – in consorzio con F2i e il ministero dell’Economia (che avrà il 20% della newco). L’operazione è stata valutata in 18,8 miliardi di euro, a cui si aggiungeranno circa 3 miliardi al verificarsi di determinate condizioni.

Rete Tim a Kkr: i commenti di Salvatore Rossi e Vivendi

La decisione del board, dopo tre giorni di confronto, è arrivata con soli 3 voti contrari su 14. “Le delibere approvate con grande responsabilità dal Consiglio vanno nella direzione di fare il bene di Tim, delle persone che vi lavorano, dei suoi azionisti, del Paese intero”, ha commentato il presidente del Cda, Salvatore Rossi.

A proposito di azionisti, duro è stato il commento di Vivendi, gruppo francese che detiene il 23,75% del capitale sociale di Tim ed era contrario alla cessione della rete. “I diritti degli azionisti sono stati violati”, è stata la presa di posizione di Vivendi, che ha definito “illegittima” la decisione presa dal Cda dell’azienda italiana e ha fatto sapere che “utilizzerà ogni strumento legale a disposizione per contestare questa decisione e tutelare i suoi diritti e quelli di tutti gli azionisti”.

I numeri dell’operazione tra Tim e Kkr

Entro mercoledì è prevista la firma degli accordi di vendita di Tim e Kkr, che saranno perfezionati entro l’estate del 2024. La cessione di rete, si evidenzia in un articolo del Corriere della Sera, permetterà a Tim di ridurre subito il debito di 14 miliardi – su un’esposizione netta di 26 miliardi a fine giugno – e trasferire 20 mila dipendenti alla NetCo, la società che conterrà l’infrastruttura.

Questa operazione, ha affermato il Ceo di Tim, Pietro Labriola, consentirà alla nuova Tim “di focalizzarsi sull’innovazione tecnologica che serve per governare il complesso mercato dei servizi digitali e giocare un ruolo da leader. Il nostro obiettivo è proseguire su questa strada trafficata dal piano approvato con l’appoggio dei nostri principali azionisti, restando sempre aperti al dialogo e alle proposte che ci vengono sottoposte, in particolare, dai soci più importanti”.

Il nodo Sparkle

Per completare il piano di cessione della rete manca Sparkle, che verrà interamente rilevata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, su cui il consorzio guidato da Kkr ha preferito trattare separatamente. L’offerta non vincolante non è stata ritenuta adeguata dal Cda di Tim, che ha dato tempo al fondo statunitense fino al 5 dicembre per migliorarla.

© Riproduzione riservata