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Marketing

Caso Ferragni, gli italiani si fidano ancora degli influencer? Lo studio

Le recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’imprenditrice hanno cambiato la percezione dell’influencer marketing? I risultati dell’indagine Bva Doxa e Flu

architecture-alternativo Credits: Stefania D'Alessandro/Getty Images

I casi mediatici e giudiziari che hanno coinvolto Chiara Ferragni, al momento al centro di indagini per truffa aggravata legate alle collaborazioni con il pandoro Balocco, alle uova di Pasqua e alla bambola Trudi, non sembrano aver radicalmente cambiato la percezione degli italiani verso l’influencer marketing.

A entrare nel merito è una nuova ricerca condotta da BVA Doxa e FLU dal titolo “Italiani e influencer: qual è il rapporto di fiducia dopo il caso Ferragni?”. L’analisi ha provato a restituire una fotografia di come sia cambiato il percepito dei consumatori verso un mondo con un giro d’affari pari a 20 miliardi di euro nel mondo (dato certificato nel 2023 dalla Commissione Europea).

Nonostante il caso mediatico legato a Chiara Ferragni abbia spinto persino la politica ad intervenire con misure ad hoc, tra le principali evidenze emerge che la fiducia degli italiani nei confronti degli influencer è rimasta  molto alta: nel campione user di Instagram tra i 18 e i 54 anni, il 94% afferma di accedere al social almeno una volta al giorno e 2/3 seguono almeno un influencer, mentre la metà ne segue più di dieci.

Il 90% di loro si fida ancora degli influencer, con il 77% degli intervistati pronto a dichiarare di saper riconoscere se un contenuto è sponsorizzato oppure no. Il 62% apprezza le sponsorizzazioni, mentre per l’86% un successivo acquisto ha come punto di partenza un post sui social. Rispetto al 2022, la competenza degli influencer è in crescita di 4 punti percentuali ed è il tratto più importante insieme alla trasparenza.

“Gli user di Instagram confermano l’interesse, già espresso a marzo 2022, per le attività degli influencer volte a promuovere la conoscenza dei prodotti – ha dichiarato Cristina Liverani, Unit Manager BVA Doxa – Sono confidenti di saper riconoscere quando l’influencer sponsorizza qualcosa e ricercano sempre più ‘competenza”.

Grazie alla ricerca, è stato portato alla luce il punto di vista del consumatore dopo settimane in cui addetti ai lavori e non si sono espressi sul caso Ferragni: ” I dati emersi sono certamente interessanti e sottolineano come sempre di più gli utenti dimostrano di essere lontani dalla passività che gli veniva attribuita fino a qualche anno fa. In tal senso i social network hanno contribuito ad accelerare questa evoluzione e consapevolezza”

I creator, secondo le ultime stime, sono equiparati a veri e propri mezzi di comunicazione: il 56% delle aziende, infatti, inserisce la spesa per gli influencer nel budget media e sono proprio loro che dovrebbero studiare attentamente la vicenda legata a Chiara Ferragni. Un 19% lo utilizza come strumento di comunicazione, mentre il 14% come strumento di marketing.