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La Spagna accetta l’aiuto, 100 miliardi alle banche. Borse in rialzo

La prima ‘big’ dell’Eurozona costretta a ricorrere agli aiuti per le difficili condizioni dei suoi istituti di credito. Il contributo dell’Italia alla crisi vale almeno 48 miliardi di euro

Cento miliardi al settore bancario spagnolo per difendere l’euro dalla speculazione internazionale. Il governo di Madrid cede alle pressioni dei partner europei e dei mercati e accetta l’aiuto finanziario per ricapitalizzare le proprie banche che, esposte nei prestiti al settore immobiliare, stanno scontando gli effetti della bolla speculativa; nel weekend appena concluso il ministro dell’Economia spagnolo Luis De Guindos si è detto disponibile a un prestito di “fino a 100 miliardi di euro” per il settore bancario. La Spagna, prima grande economia dell’eurozona a ricorrere ad aiuti dei partner europei, ha resistito a lungo agli aiuti per evitare di essere messa sullo stesso piano di Paesi come Grecia, Irlanda e Portogallo, tre Paesi in condizioni critiche e costretti a chiedere il soccorso dell’Unione per evitare il fallimento; si è quindi arrivati a un compromesso per risolvere la situazione: il prestito e i conseguenti impegni di risanamento e austerità – i cui dettagli verranno definiti nell’Ecofin del 20-21 giugno (il vertice tra i ministri dell’Economia e delle Finanze europei) – saranno limitati alle sole banche spagnole. Per questo motivo gli aiuti saranno destinati al Fondo per le ristrutturazioni bancarie (Frob) e non al governo spagnolo, che comunque resterebbe garante del prestito. Inoltre, a differenza di Paesi come la Grecia, il cui piano di salvataggio viene pilotato da Bruxelles, l’Eurogruppo ha precisato che Madrid manterrà la “piena responsabilià” dell’aiuto, anche se la riforma finanziaria e lo svolgimento del piano di assistenza saranno “monitorati strettamente e regolarmente” dai partner.

LA RISPOSTA DEI MERCATI. Il piano d’aiuti promesso dall’Europa ha galvanizzato le Borse che hanno aperto tutte in rialzo; anche lo spread Btp-Bund ha beneficiato del piano Ue ritornando a 426 punti rispetto ai 443 di venerdì 8 giugno (tasso a 5,64%). Ora si spera che la settimana appena iniziata possa essere favorevole per le Piazze europee, anche perché le nubi che gravano sui mercati non si sono ancora diradate: le elezioni in Grecia del prossimo 17 giugno pesano come un macigno sul futuro di tutta l’eurozona. (Aggiornamento: Piazza Affari, il piano salva Spagna non aiuta)

Quanto costano all’Italia i Piani Ue Nel 2010 l’Italia ha stanziato 3,9 miliardi di euro a sostegno dei Paesi in difficoltà, cifra che è salita a 9,2 miliardi nel 2011. Per il 2012 il governo prevede una spesa complessiva di 29,5 miliardi di euro che saranno versati al Fondo europeo di stabilità finanziaria (European Financial Stability Facility, Efsf); a questi vanno aggiunti i 5,6 miliardi da versare all’Esm, l’European Stability Mechanism destinato a sostituire il Fondo europeo di stabilità finanziaria (o più semplicemente ‘Fondo salva Stati). Al momento, quindi, l’Italia pagherà almeno 48 miliardi di euro per i Piani di salvataggio europei. Resta da capire se i 100 miliardi promessi alle banche spagnole richiederanno un nuovo intervento da parte dei Paesi dell’Eurozona.

L’impegno dell’ItaliaValori in miliardi di euro

2010

3,9

2011

9,2

2012 – Efsf

29,5

2012 – Esm

5,6

Totale

48,2

Fonte: Commissione europea, Reuters – Tabella riportata dal Corriere della Sera di lunedì 11 giugno

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La sede di Bankia a Madrid, l'istituto bancario è diventato uno dei simboli della crisi del credito spagnolo dopo la richiesta al governo di un'iniezione di liquidità da 23 miliardi