Christine Lagarde

Nessun dictat e nessun ultimatum. Contrariamente a quanto titolato dalla maggior parte degli organi di stampa, il direttore generale della Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, non dà ‘tre mesi di tempo per salvare l’Euro’, ma fa capire che se si vuole uscire da questa situazione serviranno decisioni più immediate.
Nel corso di un’intervista televisiva alla Cnn l’ex ministro delle Finanze francese e prima donna a guidare l’Fmi commenta la dichiarazione del finanziere George Soros, che ha dato all’Europa tre mesi per salvare l’Euro. “Se saranno necessarie ulteriori misure per salvare l’euro – afferma Lagarde – si dovrà agire rapidamente, direi in meno di tre mesi. Non sto dicendo che abbiamo una ‘dead line’, un termine ultimo entro il quale tutta la situazione si debba risolvere”. La creazione dell'Eurozona, aggiunge il direttore generale dell’Fmi ha richiesto tempo “ed è un lavoro ancora in corso al momento; deve essere migliorato, modificato e rafforzato nel corso del tempo. I mercati ritengono che stia avvenendo troppo lentamente e questo è ovviamente il messaggio che è stato mandato".
Nel corso dell’intervista Lagarde ha inoltre indicato nella lotta all’evasione fiscale uno degli strumenti per “ripristinare la situazione di ogni paese".

“Servono altre misure”. I fondi annunciati dall’Unione per ricapitalizzare le banche spagnole sono “un importante passo ed eliminano dubbi e incertezze”, servono però altre misure perché “molti Paesi dovrebbero perseguire il consolidamento fiscale". E’ l’opinione del numero due dell’Fmi, David Lipton, in occasione della presentazione del Chapter IV sul Giappone tenutasi a Tokyo. Secondo Lipton l'Europa dovrebbe puntare sul "controllo del deficit" e su quelle politiche capaci di "produrre aggiustamenti" negli squilibri di bilancio dei singoli Stati.

Piazza Affari, il piano salva Spagna non aiuta. L’ottimismo di prima mattina non ha retto: la Borsa di Milano, dopo una buona apertura a +1,91%, ha chiuso le contrattazioni di lunedì 11 giugno con un pesante -2,79%, registrando il peggior risultato di tutto il Continente. Il listino sarebbe stato penalizzato dal timore che l’Italia possa essere la prossima ad aver bisogno di un piano di salvataggio.