Apple-Meta: possibile intesa sull’intelligenza artificiale

Apple-Meta: possibile intesa sull'intelligenza artificialeNikada/iStockPhoto

Una collaborazione con Meta sul fronte dell’intelligenza artificiale. È l’ultima mossa con la quale Apple punta a espandere le capacità della propria suite di intelligenza artificiale, recentemente annunciata, attraverso partnership con aziende di spicco nel settore, nonché start up innovative.

Stando a quanto riportato dal Wall Street Journal, le discussioni tra Meta Platforms – nota per essere il Gruppo a capo di Facebook, Instagram, e WhatsApp – e Apple non avrebbero ancora portato a una conclusione definitiva. Tuttavia, l’eventuale integrazione del modello di intelligenza artificiale di Meta nel sistema Apple rappresenterebbe un significativo passo avanti nella realizzazione di servizi AI più sofisticati e accessibili su larga scala. Oltre a Meta, altre aziende come Google e le startup Anthropic e Perplexity stanno esplorando possibilità simili con Apple.

La strategia di Apple per l’intelligenza artificiale

Recentemente, il Gruppo di Cupertino ha annunciato l’intenzione di incoraggiare una maggiore integrazione dell’intelligenza artificiale nei propri dispositivi, con particolare attenzione alle applicazioni già note e amate dal pubblico come Siri. L’ambizione è quella di rendere la propria gamma di app ancora più intelligente e interattiva, grazie anche all’implementazione del chatbot ChatGpt di OpenAI, che ha ricevuto sostegno economico e tecnologico da Microsoft.

La possibilità di stringere accordi con Apple rappresenta per le aziende del settore un’opportunità non solo di validazione tecnologica ma anche di acquisire una visibilità e una distribuzione senza precedenti. Le trattative, sebbene in fase iniziale, dimostrano la volontà di Apple di posizionarsi come leader nell’integrazione dell’intelligenza artificiale nei dispositivi di uso quotidiano, conquistando così una fetta di mercato sempre più interessata a queste tecnologie.

L’interesse di Apple non si limita al contesto statunitense o a collaborazioni con giganti dell’industria tecnologica. L’azienda sta infatti esplorando la possibilità di stringere partnership con startup locali in Paesi in cui le regolamentazioni limitano l’uso di alcune tecnologie, come avviene con ChatGPT in Cina. Questa strategia sottolinea un duplice obiettivo: adattare i propri servizi alle normative specifiche di ogni mercato e, allo stesso tempo, promuovere un’innovazione tecnologica inclusiva e accessibile globalmente.

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