Sindrome da rientro: 6 strategie per un ritorno al lavoro più soft

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Anche se le ferie sono state rigeneranti, divertenti e rilassanti, il ritorno alla normalità è spesso traumatico. Riprendere la solita routine e i soliti ritmi, rientrare negli schemi quotidiani, ricominciare a correre da un impegno all’altro dopo una pausa più o meno lunga, infatti, può essere molto destabilizzante. Alcune persone sviluppano una vera e propria sindrome da rientro, con sintomi come stanchezza, inappetenza, insonnia, pressione instabile, ansia, nervosismo, apatia. Se non volete rischiare anche voi di stare male è meglio che giochiate d’anticipo e ricorriate ad alcune strategie “salva settembre”.

Sei consigli per combattere la sindrome da rientro

  1. Godetevi le vacanze
    Mentre siete in vacanza non angosciatevi all’idea del ritorno, ma concentratevi sul presente, godendovi la pausa estiva, altrimenti la testa non staccherà mai e rientrerete più stressati di prima. Se possibile, non tornate all’ultimo, ma un paio di giorni prima di riprendere il lavoro, così da avere tempo di “riacclimatarvi”: approfittate di questa fase di transizione anche per tarare nuovamente gli orari di sonno-veglia.
  2. Pianificate bene l’agenda
    Non appena rientrati, pianificate bene le cose da fare, stabilendo quali sono le priorità in relazione agli obiettivi che volete raggiungere. In questo modo, non rischiate di disperdere tempo ed energie in attività che possono tranquillamente aspettare e accumulare ritardi per quelle che invece sono urgenti. Altrimenti, già dopo una settimana potreste sentirvi con l’acqua alla gola.
  3. Non dimenticate le buone abitudini
    Mantenere alcune abitudini della vacanza: se, per esempio, al mare giocavate sempre a tennis, ora che siete in città continuate a giocare nei weekend, almeno per i primi tempi, così il distacco è meno traumatico. Sì, anche a concedervi qualche aperitivo, uscire con gli amici, leggere. Continuare quanto di buono era stato iniziato durante le ferie significa garantirsi un rientro più soft e anche un resto dell’anno all’insegna del benessere.
  4. Fate una cosa alla volta
    Non considerate gli impegni “in toto”, ma gestitene uno alla volta. Non chiedetevi “cosa devo fare questa settimana”, ma “questa mattina”. Così la testa non rischia di andare “nel pallone”. E se un compito è lungo e complesso, dividetelo in piccole sequenze da fare in più giorni: è uno stratagemma che vi aiuta a non sentirvi sommersi di lavoro.
  5. Fermatevi per riprendere fiato
    Se vi rendete conto che le cose vi stanno sfuggendo di mano, prendetevi un paio di ore per rivedere i vostri programmi. È molto più costruttivo fermarsi un attimo e dedicare un po’ di tempo all’organizzazione piuttosto che essere sempre operativi ma senza un minimo di razionalità. Se avete troppe cose cui pensare entrate in confusione.
  6. Uscite con gli amici
    Uscire e vedere gente è terapeutico: non chiudetevi, quindi, in casa. Organizzate cene e uscite con gli amici, con la scusa di raccontarvi a vicenda le vacanze, mostrarvi le foto dei viaggi, cucinarvi vicendevolmente i piatti tipici delle località visitate.