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Il gender gap colpisce due italiane su tre. Pre la precisione, il 61,5% delle donne che lavorano in Italia non vengono pagate adeguatamente per il suo lavoro contro il 22,9% degli uomini. Sono i dati allarmanti del Global Gender Gap Report 2017  del World Economic forum.

Gender gap, ne sono vittima due donne su tre

Nella classifica dell'uguaglianza, il nostro Paese precipita all'82esimo posto su 144 posizioni, con un crollo evidente dal 41esimo posto del 2015 e dal 50esimo dell'anno passato. Pesa soprattutto il tema del salario, che ci vede al 126 esimo posto nel divario di genere e non solo nelle società quotate (leggi i dati Mediobanca). Le donne lavorano anche di più: 512 minuti contro 453. La disoccupazione è più alta tra le donne (12,8% contro il 10,9%) così come le persone senza lavoro scoraggiate (40,3% contro il 16,2% degli uomini).

Il gender gap arriva fino al parlamento, con appena il 31% di rappresentanti e il 27,8% di ministri. Se in questo campo si è comunque ridotto il problema negli ultimi anni, si è allargato nella salute e sopravvivenza: in questo ambito, siamo passati dal 77esimo del 2006 al 123esimo posto. Così come la partecipazione economica e per opportunità offerte ci vede precipitare al 118esimo posto (eravamo all'87).

Il problema globale del gender gap

A livello globale, il gender gap è al 68% e si allarga. L'anno scorso si stimava sarebbero serviti 83 anni per colmarlo, ora le previsioni parlano di oltre un secolo. Si tratta della media tra i 61 anni dell'Europa occidentale e i 168 anni nel Nord America. Eppure, segnala il Wef, se si colmasse la parità di genere il Pil del mondo aumenterebbe di 5,3 miliardi di dollari. Sui 144 paesi presi in esame, l'Islanda si conferma al primo posto. Nella top ten, oltre ai soliti Paesi scandinavi, spuntano anche il Nicaragua e la Slovenia, mentre gli Usa calano al 49esimo posto. Cina, India e Giappone sono tutte oltre quota 100 (100, 108 e 114). 

Solo l'Islanda ha colmato il divario per più del 70% in politica, così l'Europa occidentale resta all'avanguardia (25% in media). L'Italia resta però in fondo, dietro alla Grecia e davanti solo a Cipro e Malta. Siamo al 90 esimo posto come partecipazione alla forza lavoro e al 103esimo posto per salario percepito (gli uomini guadagnano di più delle donne). Per quanto riguarda l'istruzione, siamo piombati dal 27esimo posto del 2006 al 60esimo: ci sono più bambine che bambini che non vanno a scuola, e anche nell'uso di Internet c'è uno scarto a vantaggio del mondo maschile. Tra i laureati, le donne sono la maggior parte degli studenti di facoltà di arti e di insegnamento, ma anche in medicina e nel welfare in generale