Siamo tutti esploratori

È così che Gary Knell, Ceo di National Geographic Partners, spiega l’incredibile seguito di cui gode, in ogni angolo del globo, il brand che più di ogni altro ha fatto della salvaguardia della Terra la sua mission. Cogliendo sempre con lucidità ed entusiasmo le opportunità offerte dalle nuove tecnologie

Era il 1888 quando in quel di Washington, un gruppo di scienziati ed esploratori creavano, al Cosmos Club, una società non profit con lo specifico obiettivo di migliorare e diffondere le conoscenze geografiche, la National Geographic Society. Presidente il suocero di Alexander G. Bell, proprio l’inventore del telefono, che ne diventerà a sua volta presidente alla di lui morte nel 1897. Fu proprio Bell a introdurre il marketing all’interno della società e a incentivare l’uso delle straordinarie immagini fotografiche sul National Geographic Magazine per valorizzarne i reportage. Da lì una storia lunga 130 anni, che si è via via articolata arrivando a costruire un brand prestigioso e autorevole nel campo televisivo, come nel licensing o nei viaggi, che oggi raggiunge una platea monstre pari a 730 milioni di persone in 170 Paesi di tutti i continenti e con 350 milioni di contatti sui social media. Il tutto reso possibile dal fatto che all’anima non profit, si è affiancata quella for profit di National Geographic Partners, joint venture tra NGS e 21st Century Fox, che di fatto ne finanzia la mission e le numerose attività in tutto il mondo. Anche in Italia il brand vanta alti indici di riconoscibilità e indubbio prestigio, non a caso al recente Festival della Scienza di Roma, i contenuti dei suoi canali disponibili in Italia sulla piattaforma Sky, sono stati protagonisti della scena, e a testimoniare mission e obiettivi del marchio è arrivato direttamente dagli Usa Gary E. Knell, Ceo di National Geographic Partners, già Ceo di NGS. Uno strenuo testimonial della natura oltre che per professione anche per convinzione.

Mister Knell, cominciamo subito col dire che nell’immaginario collettivo National Geographic è molto di più di un brand, perché ci ha fatto conoscere il mondo sconosciuto, attraverso reportage e immagini mozzafiato. Com’è cambiata la mission di NG nell’era del world wide web?National Geographic Society è nata 130 anni fa con l’obiettivo di concentrarsi sulla scoperta, l’esplorazione, la scienza e lo storytelling. Tutto questo non è cambiato, a cambiare sono stati piuttosto gli strumenti attraverso i quali crea e distribuisce i suoi contenuti: da una pubblicazione di solo testo al rivoluzionario – per i tempi – utilizzo delle immagini, fino alla televisione, i film e oggi anche il digitale. La tecnologia si è evoluta, la mission rimane la stessa.

Lei è responsabile di tutte le attività commerciali firmate NG, qual è la portata economica del vostro business? A livello globale parliamo di un giro d’affari pari a…

L’intervista continua sul numero di Business People maggio

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