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Il Pnrr sostiene le Smart City in Italia: business a 900 milioni di euro

Un Comune su 5 ha avviato almeno un progetto di Smart City, ma il 35% degli italiani non ritiene adeguata l’offerta digitale della propria città. I risultati dell’Osservatorio Smart City della School of Management del Politecnico di Milano

smart-city Credits: Freepik

Il 2022 è stato un anno positivo per il mercato della Smart City in Italia, che ha raggiunto i 900 milioni di euro (+23% sul 2021). Una crescita, segnalata dall’Osservatorio Smart City della School of Management del Politecnico di Milano, dovuta anche all’assegnazione dei primi fondi legati al Pnrr.

“Le tecnologie Smart applicate al trasporto e all’energia rivoluzioneranno nei prossimi anni le nostre città”, dichiara Giulio Salvadori, direttore dell’Osservatorio Smart City. “Molti Comuni italiani hanno già compreso le potenzialità di questa rivoluzione e hanno iniziato a introdurre progetti di Smart City. I risultati, però, indicano che il valore della Smart City è percepito solo nel momento in cui si implementano le soluzioni, mentre è più difficile coglierne il potenziale a priori. È fondamentale dunque intervenire per rimuovere le barriere e gli ostacoli che impediscono l’avvio di progettualità da parte delle amministrazioni”.

Smart City: progetti avviati in 1 Comune su 5

Il 39% dei comuni al di sopra dei 15 mila abitanti ha avviato almeno un progetto di Smart City nel 2022. il 21% se si considerano tutti i Comuni italiani. E quasi tutte le amministrazioni che hanno avviato progetti negli ultimi anni (l’89%), vuole continuare a investire in nuove iniziative per la Smart City. Un dato che indica un alto grado di soddisfazione rispetto ai risultati ottenuti o, in ogni caso, una volontà di sviluppare e approfondire il percorso intrapreso. Si tratta di progetti destinati ad aumentare in futuro: il 41% dei Comuni afferma di voler investire in iniziative di Smart City nel prossimo triennio (+8% rispetto al 2021).

In particolare, i Comuni si concentreranno sullo sviluppo di progetti di smart mobility, smart building, e analisi dei dati legati al turismo, alla mobilità e agli eventi in città, tutti ambiti che hanno grande potenziale per lo sviluppo di soluzioni connesse e integrate. In netto contrasto è la posizione dei Comuni che non hanno ancora avviato progetti.

Più sicurezza e mobilità smart: le priorità dei cittadini 

Il tema della Smart City inizia a essere conosciuto dal grande pubblico. Secondo l’indagine svolta in collaborazione con BVA Doxa, il 65% degli intervistati ha sentito parlare di Smart City e la maggior parte di essi vi associa il concetto di “città innovativa”. Il 64% dei cittadini reputa però ancora futuristica e distante la realizzazione di una città interamente “smart”. Solo l’11% esprime un parere pienamente positivo su quanto implementato, mentre il 47% crede che la città in cui vive abbia adottato alcune tecnologie digitali, ma che si potrebbe fare molto di più. Il 35% non ritiene adeguata l’offerta digitale in città. In particolare, le persone intervistate lamentano soprattutto difficoltà nel trovare parcheggio (54%), pessime condizioni del manto stradale (53%), criminalità e vandalismo (39%), eccessivo livello di traffico e trasporto pubblico carente (entrambi al 37%). È chiaro, dunque, come le priorità suggerite dai cittadini siano fortemente legate ai temi della mobilità smart e della sicurezza (sentite entrambe come esigenza dal 41%).

Dal Pnrr 17 miliardi di euro per le città intelligenti

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) rappresenta una grande opportunità per sviluppare progetti smart nelle città e nel territorio italiano. Secondo la stima dall’Osservatorio, i finanziamenti dedicati alle città intelligenti superano i 17 miliardi di euro; l’82% dei Comuni ha in programma investimenti finanziati con fondi del Pnrr, puntando su digitalizzazione, sostenibilità e inclusione.

“Il potenziale dei progetti previsti dal Piano è ambizioso, ma nei prossimi anni i Comuni dovranno gestire coscienziosamente le risorse, sopperire alla carenza di competenze e di personale amministrativo e tecnico, oltre a rispettare le scadenze imposte”, sottolinea Luca Gastaldi, responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart City. “Una possibile soluzione per accompagnare le amministrazioni verso una profonda trasformazione urbana è quella di dare loro supporto in tutte le fasi degli investimenti del Pnrr: dall’identificazione delle procedure alla scrittura dei bandi, al raggiungimento degli obiettivi fino alla gestione della manutenzione di quanto introdotto. È necessario fornire servizi di consulenza, linee guida e contatti di riferimento che possano identificare e risolvere le problematiche e i rallentamenti delle PA”.


Immagine in apertura da Freepik