Making Science, dalla parte delle aziende

L’accelerazione digitale è ormai un imperativo per ogni business. Ecco come l’azienda guidata da Victor Vassallo si propone come partner strategico delle imprese in questo processo delicato

Making-ScienceUno scatto dalla sede di Making Science

Aiutare le aziende nell’accelerazione digitale, un settore sempre più decisivo per ogni tipo di business, ma al contempo complesso perché in continua evoluzione. È la mission di Making Science, che dal suo debutto in Italia – avvenuto in piena pandemia con l’acquisizione della Omniaweb di Victor Vassallo – ha visto i suoi dipendenti triplicare e il giro d’affari passare da 3,5 milioni di euro a 9,5, con una crescita, solo nel 2023, di oltre il 70%. L’azienda, che ha appena inaugurato il suo nuovo ufficio a Milano ad affiancare le sedi di Padova e Rimini, tra i numerosi clienti conta anche, per citarne solo alcuni, Nicolaus Valtur, Eurospin, LuisaViaRoma e Inglesina.

A guidarla, nel nostro Paese, con la carica di Managing director, è proprio Vassallo, che spiega: «Il nostro compito è analizzare gli obiettivi raggiungibili tramite il mondo digital e definire le strategie per centrarli. Il tutto facendoci guidare dai dati, che ci aiutano a capire, giorno per giorno, se quanto stiamo facendo è corretto o va modificato in modo più o meno deciso». Ma come si è arrivati a raggiungere una tale crescita in un settore sempre più affollato e in un Paese dove spesso le imprese – per lo più pmi – sono fin troppo timorose nei confronti delle nuove tecnologie? «Innanzitutto, soddisfacendo i clienti attivi, senza trascurarli nella tipica ricerca di quelli nuovi. Dopodiché ci concentriamo sugli obiettivi e non su quanto possiamo vendere ai nostri clienti, cerchiamo di avere un approccio quanto più sterile possibile sui servizi e sulle soluzioni tanto che non proponiamo necessariamente tecnologie nostre, anche se devo dire che Making Science ne ha sviluppate alcune veramente utili».

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Victor Vassallo, Managing Director per l’Italia di Making Science

Alla base di tutte ci sono due principi: da un lato la registrazione e analisi dei dati per dare una base scientifica al business e alle strategie, dall’altro il legame con gli investimenti pubblicitari e la loro ottimizzazione. «In questo modo gli strumenti di punta della nostra azienda ci aiutano a raggiungere gli obiettivi in maniera più precisa e veloce, spesso integrando anche evoluzioni dell’intelligenza artificiale». E il 2024, in questo campo, sarà davvero uno spartiacque, perché entro la fine dell’anno verrà dato l’addio dai browser ai cookies di terza parte in una quota vicino al 100%. Una sorta di rivoluzione per chi lavora o fa anche solo investimenti online. «Stiamo portando avanti un processo di sensibilizzazione su questo cambio di paradigma, che impone alle imprese di muoversi velocemente per non rimanere svantaggiate rispetto ai competitor e, al contempo, tenersi al passo con la legislazione (penso al Digital Act in arrivo)», osserva Vassallo. Per rispondere a questa esigenza è stato appena lanciato un nuovo strumento: il Gauss Cookie Deprecation Impact Tool, che permette di stimare scientificamente il valore del traffico e di performance ottenuti con gli utenti che non rientrano nella misurazione tradizionale con i cookie di terze parti.

Più entrate e meno costi con l’intelligenza artificiale

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Utilizzare l’intelligenza artificiale predittiva per individuare i potenziali clienti a più alto valore aggiunto, con una maggior probabilità di concludere in acquisto la loro visita al sito. E attivare automaticamente campagne advertising rivolte solo a questo segmento, trascurando chi nei siti dei brand di lusso è mosso solo da curiosità. È una delle applicazioni dell’AI in ambito digital marketing introdotte da LuisaViaRoma grazie alla collaborazione con il partner Making Science: Gauss Smart Advertising. La campagna di test realizzata con questo strumento – comparata a un’altra con lo stesso investimento iniziale, ma senza l’individuazione dei clienti ad alto valore – ha registrato un +36% delle transazioni di acquisto sul sito, raddoppiando sia gli introiti (+106%) che il ritorno sull’investimento pubblicitario (ROAS, +100%); mentre si è ridotto del 25% invece il costo per ogni acquisto effettuato.

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