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Il Ceo sbaglia? Così l’azienda corre ai ripari

Riconquistare la fiducia dopo una condotta errata dell’amministratore delegato è difficile, ma non impossibile. Ecco due tattiche che portano allo stesso risultato, ma con conseguenze decisamente diverse

Comportamenti inappropriati, insider trading è appropriazione indebita. Sono solo alcune delle condotte da censurare di un amministratore delegato che possono gettare un’ombra sull’immagine di un marchio o far perdere la fiducia dei consumatori nei confronti dell’azienda. A tutto, però, si può porre rimedio. Ma quali sono i passi da compiere per riconquistare la stima degli stakeholder? Un nuovo studio in arrivo dagli Stati Uniti e pubblicato dal Journal of Trust Research indica due strade percorribili dal Consiglio di amministrazione di una società; due tattiche sensibilmente diverse, ma ugualmente efficaci.

La prima, forse la più semplice, è quella di prendere le distanze dal Ceo dell’azienda: licenziandolo la società prende le distanze dal manager e mantiene intatta la propria reputazione. Tuttavia non sempre all’amministratore delegato può essere rifilato un benservito. In questi casi il Cda deve richiedere al Ceo delle scuse combinate al riconoscimento dell’illecito, consolidando all’esterno l’immagine di un manager ravvedutosi di una condotta inappropriata. È inoltre importante, suggeriscono gli autori dello studio, che nel primo caso il Cda studi una comunicazione efficace per sottolineare che l’amministratore delegato “colpevole” è distinto dal resto del top management; nel secondo caso, invece, si deve puntare sul fatto che il numero uno dell’azienda abbia imparato la lezione e che in futuro sarà un leader ravveduto.