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Terremoto Centro Italia: in ginocchio 7 mila imprese

Un primo bilancio sul sisma che ha colpito l’Umbria, le Marche e il Lazio. Circa 240 mila le aziende a rischio sisma nel nostro Paese

La nuova scossa di terremoto dello scorso 31 ottobre 2016, la più forte mai avvertita dal 1980 a oggi e che ha colpito il centro Italia, non ha solo distrutto alcuni dei borghi più belli del nostro Paese e messo in ginocchio migliaia di persone rimaste senza casa, ma ha messo in forte difficoltà oltre 7.300 imprese che avevano sede nei luoghi coinvolti dal sisma, soprattutto nelle aree di Macerata e Perugia. Si tratta di imprese – riporta un’indagine della Camera di commercio di Milano, a prevalenza agricola (circa il 30%) e industriale (industria 9% e costruzioni 16%), ma in cui cresce il settore turistico (+8%).

LE AZIENDE A RISCHIO IN ITALIA. Sono 239.917 le imprese nei Comuni più soggetti a terremoti in Italia, il 5% dei circa 5 milioni di imprese italiane con 439 mila addetti, il 3% del totale nazionale e un fatturato da 26 miliardi di euro. I primi Comuni per numero di imprese nelle aree più soggette a terremoto sono: Messina con quasi 14 mila, Reggio Calabria con circa 13 mila, Cosenza, Lamezia Terme e Potenza con 6 mila, Benevento e Foligno con circa 5 mila. Primi comuni per fatturato: Messina e Melfi con quasi due miliardi, Benevento, Osoppo, Foligno e Potenza con oltre un miliardo. Tra i Comuni con maggiore crescita di imprese in cinque anni: Reggio Calabria con 600 imprese in più, Lamezia Terme e Rende con 400. Tra quelli meno grandi: Viggiano (+17%), Pozzilli e Zumpano (+12%), Falconara Albanese e Pedace (+20%).

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Un muro crollato nel centro di Norcia, uno dei Comuni colpiti dal terremoto del 31 ottobre 2016 © Getty Images