Miliardari sempre più ricchi. La Cina sfida gli Stati Uniti

Il patrimonio complessivo dei 2.158 “Paperoni” del mondo ha raggiunto la cifra record di 8.900 miliardi di dollari. Boom dei facoltosi cinesi

Gli uomini più ricchi al mondo sono sempre più facoltosi. È quanto emerge dalla nuova edizione del Billionaires’ Report: New Visionaries and the Chinese Century, la tradizionale fotografia scattata da Ubs e Pwc, secondo cui nel 2017 la ricchezza complessiva dei miliardari del mondo è aumentata di ben 1.400 miliardi di dollari rispetto al 2016. Si tratta di un incremento annuale da capogiro, pari al +19%: il più grande mai registrato fino a oggi. Alla fine dello scorso anno, il patrimonio complessivo dei 2.158 “Paperoni” del mondo ha raggiunto la cifra record di 8.900 miliardi di dollari. In pratica, il doppio del Pil del Giappone e quasi la metà di quello degli Stati Uniti.Il tasso di crescita più elevato si è registrato in Asia, dove la ricchezza è aumentata mediamente del 32%, raggiungendo i 2.700 miliardi di dollari, e dove “nascono” tre nuovi miliardari a settimana. Le ragioni di tanto successo? Essenzialmente, i big asiatici stanno guadagnando una fortuna grazie agli investimenti nel comparto tecnologico e nel settore delle vendite al consumo. Fra tutti i Paesi dell’area, quello in maggiore espansione è la Cina: se nel 2006 i super ricchi cinesi erano 16, quest’anno sono 373 (lo scorso anno erano 318), un quinto del totale globale, con un patrimonio di 1.112 miliardi di dollari e un incremento del proprio patrimonio del 39%.

I miliardari in Italia

A vantare la concentrazione più elevata di miliardari, comunque, sono sempre gli Stati Uniti, sebbene l’aumento della ricchezza sia rallentato, scendendo al +12% a 3.600 miliardi, e i nuovi miliardari recensiti nel 2017 siano stati “solo” 53. Per quanto riguarda l’Italia, la situazione non è poi così negativa, anzi. Nel 2017 i nostri “Paperoni” possedevano 170 miliardi di dollari: un volume di ricchezza maggiore del 12% rispetto al 2016. I tre settori più redditizi? Principalmente quello di beni di consumo/vendite al dettaglio, seguito dal comparto industriale e da quello dei servizi finanziari.

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