Mercato immobiliare: tengono solo grandi città e industria

Nel secondo trimestre compravendite in calo del -3,6%, soprattutto a causa dell’andamento negativo di terziario e commerciale

Il mercato immobiliare torna al segno negativo nel secondo trimestre dell’anno e registra una flessione del -3,6% delle compravendite. Lo rende noto l’Agenzia delle entrate nella nota trimestrale pubblicata dall’Osservatorio del mercato immobiliare nella quale ribadisce anche che il dato positivo del primo trimestre (+1,6%) era in gran parte spiegabile con la scelta di molti acquirenti di traslare ai primi mesi del 2014 la stipula degli atti di compravendita per poter avvalersi del più vantaggioso regime delle imposte di registro, ipotecaria e catastale in vigore proprio da inizio anno.

In realtà il confronto con i tassi tendenziali nei trimestri antecedenti al terzo del 2013 evidenzia un calo delle compravendite attenuato in tutti i settori. Rispetto allo stesso periodo del 2013 il settore residenziale – che ha fatto registrare 107.595 Ntn (Numero di transazioni normalizzate) – limita le perdite a un solo punto percentuale. Le difficoltà maggiori si evidenziano al Sud dove le compravendite di case scendono del -4,3%. Sostanzialmente stazionario il Nord (0,3%) e a segno positivo il Centro che cresce del +1,7%.

Segnali di vivacità arrivano anche dalle compravendite di abitazioni nelle città capoluogo che segnano un rialzo del +1,8%.

È andata decisamente peggio ai settori commerciale (6.087 Ntn), terziario (2.182 Ntn) e pertinenze (cantine, box e posti auto; 84.094 Ntn) che evidenziano cali superiori al -5%.

Il terziario appare in grande affanno nell’area del Centro dove scende del -22,3%, a fronte del -4,3% del Sud e del-2,2 del Nord. Più omogeneo lo scenario evidenziato dalle vendite degli immobili commerciali, con il Sud che va peggio, (-9%), ma è seguito a breve distanza da Centro (-8,8%) e Nord (-0,7%).

Torna, invece, ampiamente positivo il settore produttivo (+10,3% per un totale di a 2.443 Ntn) grazie soprattutto al traino del Nord e del Centro, dove gli incrementi sono stati rispettivamente del +16,2% e del +9,1%. Il Sud invece perde l’8,5%.

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