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L’Italia è in affanno: 1.838 mld di debito a luglio e -3,4% nelle entrate

Secondo i dati diffusi da Bankitalia la spesa della pubblica amministrazione segna un nuovo massimo. Il Ministero rassicura: “Dati perfettamente in linea con le previsioni”

Nuovo record per il debito pubblico italiano: secondo i dati forniti da Bankitalia a luglio il passivo ha toccato 1.838,3 miliardi di euro, e complessivamente nei primi sette mesi le entrate hanno registrato una flessione del 3,4%. I dati diffusi dalla Banca d’Italia disegnano un quadro dei conti pubblici italiani in affanno, con la spesa della pubblica amministrazione che non riesce a rallentare la sua corsa e segna un nuovo massimo, dopo il lieve miglioramento registrato a giugno rispetto a maggio, quando era scesa a 1.822 miliardi.Rispetto allo stesso periodo del 2009 le entrate tributarie tra gennaio e luglio 2010 registrano un calo del 3,4% fermandosi a quota 210,374 miliardi. Di diverso avviso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) che calcolano una flessione nel gettito nei sette mesi del 3,1% e al netto delle una tantum dell’1,3%. Secondo il Mef le entrate sono “perfettamente in linea con le previsioni”. Secondo il ministero la flessione è “ imputabile al previsto minor versamento a saldo registrato a febbraio 2010 dell’imposta sostitutiva su interessi e altri redditi da capitale, all’andamento dell’autoliquidazione e al previsto venir meno di entrate una tantum”. Secondo il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, le entrate, se lette nel modo giusto, evidenziano addirittura un lieve incremento rispetto allo scorso anno. Considerando gli enti territoriali, le poste correttive (come la restituzione delle imposte) e la lotta all’evasione, il gettito registrerebbe addirittura un incremento dello 0,1% sui sette mesi in questione.

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Palazzo Kock, sede di Bankitalia