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La lettera (segreta) della Bce all’Italia

Rivedere il sistema delle pensioni, delle liberalizzazioni e del mercato del lavoro: su questi tre punti principali si articola il documento inviato dall’Eurotower al governo italiano lo scorso 5 agosto per far fronte alal crisi dei titoli di Stato italiani

“Caro Primo Ministro, il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato Italiani”. È con queste parole che inizia la lettera aperta da parte della Banca centrale europea inviata, lo scorso 5 agosto 2011, in via strettamente confidenziale al governo italiano. Una lettera riportata oggi, giovedì 29 settembre, dal Corriere della Sera, e che porta la firma del presidente Bce Jean-Claude Trichet e del suo successore Mario Draghi (attualmente governatore della Banca d’Italia) in cui la Banca europea indica le misure antispeculazione da adottare “con urgenza” dall’Italia per “rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità del bilancio e alle riforme strutturali”: dalle liberalizzazioni alla riforma del mercato del lavoro e delle pensioni alla pubblica amministrazione.MISURE NON SUFFICIENTI. Inviata a pochi giorni dall’approvazione della prima manovra, la Bce riconosce che l’obiettivo del pareggio di bilancio e il pacchetto di misure prese l’estate appena passata “sono passi importanti”, ma, aggiunge, “non sufficienti”. Per questo richiede misure “significative per accrescere il potenziale di crescita”, di “misure immediate e decise per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche” e di “misure per garantire una revisione dell’amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l’efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese”. I PUNTI DI FRANCOFORTE. Uno dei pilastri per il rilancio dell’Italia, secondo l’Eurotower, è quello della “liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali” da applicarsi attraverso una “fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala”; inoltre “c’è l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi a livello d’impresa”; infine “dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti”. Sul fronte delle finanze pubbliche la Bce indica come “necessario” anticipare di almeno un anno il calendario di entrata in vigore delle misure adottate nel pacchetto del luglio 2011”. Trichet e Draghi non tralasciano il capitolo pensioni, su cui il governo dovrebbe intervenire soprattutto per quanto riguarda l’anzianità, ma anche quello relativo al pubblico impiego dove si dovrebbe valutare “una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover e, se necessario, riducendo gli stipendi”. Andrebbe poi introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit, andrebbero messi sotto controllo l’assunzione di indebitamento, anche commerciale, e le spese delle autorità regionali e locali. Queste misure – secondo la Bce – andrebbero prese “il prima possibile per decreto legge” e “sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio”. I PASSI SUCCESSIVI. “Sono interventi “essenziali”, scrivono i due governatori, per rafforzare l’affidabilità della firma sovrana, il valore e il merito di credito dei titoli di Stato italiani, insomma. Non per assicurarsi l’appoggio della Banca centrale europea ed il suo impegno ad acquistare sul mercato i nostri Btp”, scrive Mario Sensini sul Corriere. “Cosa che poi è avvenuta, ma in questa lettera così puntuale non se ne fa minimamente cenno. Il governo ci ha ragionato un po’, ha convocato le parti sociali, ha reso nota l’esistenza della missiva, ma senza svelarla. E sabato 13 agosto, passata una settimana, ha varato la manovra per l’anticipo del pareggio di bilancio. Tre giorni dopo, alla riapertura dei mercati, la Bce e il sistema europeo delle banche centrali, i cui governatori erano stati subito informati della lettera e dei suoi contenuti, sono intervenuti”.

Credits Images:

Jean-Claude Trichet (s) e Mario Draghi (d)