Italiani e ‘mal di tasse’: governo pensa a tetto per i pignoramenti

Dopo le forti proteste nei confronti dell’agenzia di riscossione nazionale, l’esecutivo punta ad addolcire la pressione fiscale: allo studio la possibilità di escludere dalle procedure esecutive la prima casa e i mezzi di lavoro. Intanto monta la protesta per il nuovo regime che, dal prossimo luglio, sarà ancora più duro

Il problema era già stato sollevato qualche giorno fa dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti: serve un limite alla rigidità del sistema di riscossione, in particolare per la parte che riguarda i pignoramenti fiscali. In settimana dovrebbe iniziare l’esame del decreto Sviluppo alla Camera nel quale potrebbero venire inserite alcune modifiche riguardanti soprattutto le procedure esecutive del Fisco: tra le ipotesi quella di escludere dalle procedure esecutive quelle che hanno per oggetto la prima casa o i mezzi di lavoro. Il problema, però, è intervenire su un sistema che, dopo anni, è tornato a funzionare portando liquidità nelle casse del Paese.Nel 2010 Equitalia, l’agenzia pubblica nazionale per la riscossione dei tributi, ha ‘incassato’ circa 8,9 miliardi di euro, il14,8% in più rispetto al 2009: soldi che fanno bene al bilancio dello Stato, ma che hanno inasprito i rapporti tra Fisco e contribuenti. “Sarà che gli italiani non sono mai sati abituati a pagare le tasse e le multe arretrate, che la crisi dell’economia ha reso tutto più difficile, o forse che le regole sono effettivamente un po’ troppo dure”, si legge sul Corriere della Sera di lunedì 22 maggio; il problema, però, c’è è sta diventando serio, anche dal punto di vista politico. Diverse le proteste in piazza che sono sfociate, in alcuni casi, anche ad assalti alle sedi di Equitalia. Ma a protestare sono anche le associazioni tra cui Confindustria, Rete Imprese Italia e i sindacati che guardano già con timore alle nuove regole attive dal prossimo luglio.Tra poco più di un mese, infatti, “gli atti di accertamento di accertamento diventeranno immediatamente esecutivi” e in 60 giorni dovrà avvenire l’emissione della cartella di pagamento. Con la nuova normativa il pagamento dovrà essere effettuato subito da parte del contribuente che, anche se farà ricorso, dovrà comunque versare la metà della somma. L’istanza si sospensione, poi, dovrà essere presentata alle commissioni tributarie, ma per un massimo di 150 giorni. “Un margine quasi ridicolo – si legge sul quotidiano – considerati i tempi di lavoro dei giudici tributari che non hanno preso affatto bene la decisione del governo”. Secondo Daniela Gobbi, presidente della Commissione di giustizia tributaria, il nuovo sistema porterà a “un aumento esponenziale delle istanze di sospensione e il forte congelamento delle Commissioni”.

REGIONI E FISCO: LA MAPPA DELLE RISCOSSIONII dati del gettito da riscossione coattiva (in milioni di euro)

Regione

2010

2009

Diff. %

Regione

2010

2009

Diff. %

Lombardia

1.881,6

.1604,7

+17,3%

Sardegna

250,2

196,7

+27,2%

Lazio

1.246,7

1.112,0

+12,1%

Marche

194,3

172,7

+12,5%

Campania

868,9

743,7

+16,8%

Abruzzo

190,1

185,4

+2,5%

Toscana

722,3

659,2

+9,6%

Friuli V.G.

173,4

146,1

+18,7%

Emilia R.

655,3

564,1

+16,2%

Umbria

132,9

116,1

+14,5%

Piemonte

628,9

563,1

+11,7%

Trentino

102,7

109,3

-6,1%

Veneto

582,4

497,7

+17%

Basilicata

93,4

85,8

+8,9%

Puglia

544

455,5

+19,4%

Molise

46,9

37,5

+25,1%

Calabria

289,3

248,4

+16,5%

Valle d’A.

16,4

15,7

+4,4%

Liguria

256,4

221,3

+15,9%

Totale

8.876,1

7.735,1

+14,8%

Fonte: Estrapolazione CGIA Mestre su dati Equitalia

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