Alle imprese mancano 120 miliardi di euro, fallimenti più che raddoppiati

I dati della Cgia di Mestre correggono al rialzo le stime della Banca d’Italia sui debiti della P.A.. Ma a tardare nei pagamenti sono, sempre di più, anche i privati

I mancati incassi hanno provocato un’impennata di fallimenti delle imprese, più che raddoppiati tra il 2008 e il 2012 (+114%). Il dato è della Cgia di Mestre, che rivede al rialzo l’ammontare del credito che le aziende vantano nei confronti dello Stato: 120 miliardi di euro anziché i 91 stimati dalla Banca d’Italia in base a un’indagine campionaria presentata nel marzo scorso. Il perché di questi 30 miliardi di euro di differenza? Il non aver considerato tra i creditori le aziende con meno di 20 addetti – cioè il 98% del totale in Italia, sottolinea la Cgia di Mestre – né le imprese che operano nella sanità e nei servizi sociali.

DEBITI ANCHE DA PRIVATI. Ma a tardare nei pagamenti, o a non pagare, sono anche i privati. Un’indagine dell’agenzia Adnkronos, infatti, sottolinea come solo quattro imprese su dieci onorino i propri debiti. Al momento della scadenza la mancanza di liquidità costringe all’insolvenza, almeno temporanea, buona parte dei committenti e obbliga le parti a cercare una mediazione per evitare di arrivare a risolvere il contenzioso in tribunale.

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