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Digitale terrestre, i dubbi dell’Europa

Da Bruxelles le prime osservazioni informali sul bando del beauty contest. A preoccupare la differenza tra i 5 multimplex da assegnare e i criteri per l’assegnazione

Il bando sulla televisione digitale terrestre non va. Sembra che da Bruxellese dove è al vaglio la bozza di regolamento del beauty contest, quello che assegnerà i pacchetti di canali digitali ancora in mano allo Stato Italiano, qualcosa non torni. Secondo indiscrezioni, pubblicate da La Repubblica, il commissario alla concorrenza Ue Joaquin Almunia avrebbe già inviato le prime osservazioni informali a proposito. A preoccupare l’Europa soprattutto la differenza tra i 5 multimplex: due sono a frequenza unica, due ne hanno due e uno tre. Questo potrebbe creare problemi nella fase di implementazione, dovendosi il digitale terrestre coordinare a livello internazionale. Si rischia che, in caso di conflitto tra le frequenze (nel caso dei mux con più di una frequenza) gli editori non possano trasmettere senza l’intervento del ministero. Il commissario potrebbe quindi chiedere al Governo italiano di destinare i mux monofrequenza (che comprendono il canale 58 attualmente in uso da Mediaset) ai nuovi entranti. Dubbi anche sul sistema di assegnazione del punteggi che assegna punti di merito sulla base non solo della storia editoriale dei richiedenti, ma anche in base alla loro presenza sul territorio nazionale.

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Joaquin Almunia, commissario alla concorrenza Ue