Bologna è la prima città in Italia per investimenti esteri

Terza in Europa occidentale e sesta nel mondo, la città attira sempre più capitali internazionali

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Dove portano i propri capitali gli investitori industriali stranieri? Non a Milano e neppure nella capitale Roma ma a Bologna, stando a quanto riportato da una ricerca elaborata da Fdi Intelligence, società del gruppo Financial Times, e ripresa dal Sole 24 Ore.

Dal report emerge infatti che il capoluogo emiliano nel 2023 non ha solo superato le principali città italiane, ma anche alcune europee come Oslo, Barcellona, Francoforte e Parigi, sia per crescita delle operazioni da parte di investitori stranieri che per incremento degli stessi capitali. Bologna è terza in Europa occidentale in questa statistica, dopo Mannheim e Stoccarda, e sesta nel mondo.

I valori di incremento del 2023 sull’anno precedente sono notevoli: +200% di progetti esteri di investimento greenfield, +692% di capex in investimenti, +562% di nuovi posti di lavoro creati. Va sottolineato che il risultato è possibile anche perché la base di partenza per il confronto era molto bassa a causa degli anni del Covid-19, che hanno ridotto i movimenti dei capitali internazionali.

A premiare il territorio è l’apertura internazionale e il ruolo storico di crocevia geografico. Valter Caiumi, presidente di Confindustria Emilia area Centro, ha dichiarato: «Le nostre aziende sono forti esportatrici e hanno stabilimenti in tutto il mondo. Le connessioni che si creano sono preziose per fertilizzare gli investimenti diretti nella nostra città. Contano naturalmente anche le infrastrutture, di cui l’Emilia centrale è estremamente ricca, l’organizzazione per filiere delle industrie e le attività di promozione su cui lavoriamo attivamente anche come associazione».

Tra i progetti più rilevanti che hanno visto Bologna meta prediletta degli investimenti esteri, si citano l’Università delle Nazioni Unite dedicata a Big Data e a Intelligenza artificiale per gestire il cambiamento dell’habitat umano, i cui cantieri sono in corso al Tecnopolo; quindi l’operazione di Ntt, big dell’information technology giapponese che ha portato 200 milioni di euro sulla Data Valley e prevede un piano di assunzioni entro l’anno prossimo da 400 profili hi-tech; la Toyota ha creato a Bologna uno stabilimento che occupa 850 persone nel ramo carrelli elevatori e qui sta investendo anche il colosso del tabacco americano Philip Morris.

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