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Aziende familiari in Italia: l’era della multigenerazionalità e della diversity

I dati dell’Osservatorio Aub (Aidaf Unicredit Bocconi) tracciano un quadro analizzando i bilanci di quasi 12 mila aziende familiari

architecture-alternativo Credits: Albina Gavrilovic/iStockPhoto

È tempo di ricambio generazionale nelle aziende familiari italiane, con i figli sempre più coinvolti dai genitori dirigenti, magari dopo esperienze di studio all’estero. La tendenza emerge dai dati del 15esimo rapporto dell’Osservatorio Aub (Aidaf, Unicredit, Bocconi), riportati da Corriere Economia alla vigilia della presentazione di domani in Borsa Italiana.

“Il vero valore aggiunto sta nella collaborazione tra generazioni”, ha confermato Cristina Bombassei, presidente di Aidaf. “I risultati migliori si vedono quando è presente una multi-generazionalità e una diversità nei consigli d’amministrazione”.

Intanto è al vaglio del Ministero del Made in Italy l’elaborazione di un registro delle aziende che rispettano sia i criteri della governance virtuosa sia la legge sulla diversity, con in più il requisito di avere un consigliere under 40 nel board: attualmente ce l’ha solo una realtà su quattro.

Il report Aub ha analizzato i bilanci 2021-22 di 11.635 aziende familiari con ricavi dai 20 milioni in su: si tratta di più del 65% delle imprese del nostro Paese. Si scopre così che, tra il 2020 e il 2022, 594 aziende familiari all’anno hanno cambiato i propri vertici e sono stati realizzati 176 passaggi generazionali. Nello stesso triennio, inoltre, sono entrati in carica 255 manager over 70 ma ne sono usciti ben 610.

Risulta, purtroppo. più lenta l’ascesa femminile: nel 2022 sono entrate 96 leader donna e ne sono uscite 81. In compenso, le donne ai vertici aumentano nelle aziende con leadership collegiali. Nelle aziende familiari italiane l’occupazione ha un buon tasso di crescita, anche rispetto alle altre categoria di imprese: +7,3% nel 2019-2022, contro il +4,5% delle non familiari.