Connettiti con noi

Business

Agcom, dalla pirateria audiovisiva danni per 1,4 miliardi

Per Corrado Calabrò è necessario un sistema di diritto d’autore appropriato all’era digitale che allarghi le aree dell’uso legale

Il comparto audiovisivo in Italia perde circa 1,4 miliardi di euro e circa 22mila posti di lavoro l’anno per effetto della pirateria. A certificarlo è la ricerca “Italia, a media creative nation” (a cura di IsICult) presentata in occasione del convegno “Italia Audiovisiva: diritto d’autore e creatività”. Convegno che ha visto protagonista anche Corrado Calabrò. Nel suo intervento il presidente di Agcom ha illustrato il punto di vista dell’Autorità rispetto al fenomeno della pirateria audiovisiva e ha spiegato le linee guida del provvedimento oggi al vaglio di Commissione Europea e WIPO. «Un provvedimento per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale non può avere un contenuto esclusivamente repressivo, ma deve contenere anche una fase propositiva volta a incentivare iniziative mirate all’allargamento delle aree dell’uso legale, alla maturazione di una cultura del rispetto del diritto d’autore e allo stimolo verso nuove forme di licenze collettive. La nostra procedura di intervento prevede due fasi: una relativa al cosiddetto notice and take down che si svolge dinanzi al gestore del sito; la seconda dinanzi all’Autorità. Nella prima fase il gestore del sito, ricevuta la richiesta dal titolare del diritto, può rimuovere il contenuto sfruttato illegalmente. Accanto a questo meccanismo abbiamo introdotto la procedura della contro-notifica (counter notice). Il nostro provvedimento sta riscuotendo all’estero vastissimi consensi e viene considerato come un possibile modello presso la Commissione europea e, soprattutto, negli Stati Uniti. Ci vuole, innegabilmente, un sistema di diritto d’autore appropriato all’era digitale. Da 70 anni si parla di riforma del diritto d’autore: quanti anni dovremo aspettare prima che la legislazione si metta al passo con la velocità e con la mutevolezza della tecnologia?».

Credits Images:

Corrado Calabrò, presidente di Agcom