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Addio Superbonus al 90 e 100%, bocciate le proposte di modifica

La caduta degli emendamenti in Commissione Finanze della Camera sta archiviando la misura, senza lasciare la possibilità di revisioni. L’Ance teme il blocco dei cantieri e l’inizio dei contenziosi

architecture-alternativo Credits: © Getty Images

La stagione del Superbonus al 90 o al 110% sembra definitivamente finita. Il Governo ha accantonato tutte le ipotesi legate a proroghe, a norme interpretative e a possibili revisioni del bonus barriere o dell’assicurazione obbligatoria, inclusa l’eventuale soluzione relativa agli stati di avanzamento dei lavori (Sal) straordinari.

La commissione Finanze della Camera ha votato in questa direzione nel primo pomeriggio di ieri, mercoledì 24 gennaio 2024, sulla legge di conversione del decreto Salva-spese (Dl m. 212/2023). Ora il testo andrà in Aula a Montecitorio lunedì e poi al Senato entro il 27 febbraio. La decisione apparentemente è stata presa per rispettare le indicazioni sul rigore dei conti provenienti dal ministero dell’Economia e ribadite con tanto di pareri tecnici arrivati da via Venti Settembre nel corso della giornata di votazione, per scansare ogni dubbio.

L’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) aveva proposto di optare per una conclusione ordinata dei lavori in corso, anche per evitare uno stop ai cantieri e il conseguente boom di contenziosi tra committenti e ditte edili.

In sostanza non c’è stato spazio per alcuna proposta di modifica né dall’interno della maggioranza né da parte dell’opposizione. Alcuni emendamenti presentati nei giorni scorsi auspicavano di tenere aperto il superbonus almeno per un altro mese, di consentire lavori straordinari, di ampliare le maglie del fondo indigenti e di estendere le detrazioni da quattro a dieci anni.

Da questa mattina in poi si attendono le altre bocciature delle ultime proposte rimaste sul tavolo. La sottosegretaria all’Economia, Lucia Albano, ha confermato che la stella polare di queste scelte è l’equilibrio dei conti pubblici, considerato prioritario dall’esecutivo.

Il relatore Guerino Testa (Fdi) ha ipotizzato che i calcoli sulla copertura del superbonus fossero sbagliati fin dalla creazione della misura e ha chiesto di conoscere i numeri precisi di tutta l’operazione.