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Vino e moda sono due dei grandi atout che l’Italia può giocarsi nella competizione globale insieme alle auto di lusso: tutti elementi all’insegna della massima qualità e raffinatezza in ogni dettaglio. Vediamo come fashion ed enologia si sono intrecciate negli ultimi anni nel nostro Paese. Partiamo dal nostro meridione, e quindi dalla splendida Sicilia, dove l’azienda Feudi del Pisciotto propone addirittura una collezione di vini le cui etichette sono opera di grandi stilisti italiani. Così un Cerasuolo di Vittoria si veste di Giambattista Valli, Versace firma un caldo e speziato Nero d’Avola e i motivi inconfondibili di Missoni colorano la bottiglia del Cabernet Sauvignon, vino maschile per eccellenza, mentre il più etereo Merlot non poteva che abbinarsi a Valentino.

Da tutta Italia ha invece attinto, in collaborazione con il marito Giuseppe Tedesco, la stilista Anna Fendi, che ha lanciato una linea di vini con 21 cantine italiane, reinterpretando l’etichetta di nettari già esistenti e sottolineandone alcune caratteristiche. Ecco quindi, ad esempio, Madreperla, una Falanghina del Sannio Doc 2012 delle Cantine A Casa; il Velvet, ovvero un Chianti Classico Riserva Docg 2009 del Castello di Meleto; il Plissé Soleil, Chardonnay Langhe Doc 2011 de La Bruciata; o ancora il Cat’s Walk, il Nero d’Avola Erice Doc 2010 di Fazio Wines. La stessa Fendi ha anche pensato a come conservare le bottiglie: con la propria divisione Interiors ha progettato un apposito “Baccanale”, un lussuoso armadietto rifinito in legno e rivestito con pregiata pelle di alligatore, che cela al suo interno un refrigeratore per vini. Ancor più scintillante la collaborazione che ha dato vita alla raffinata Grappa Of Vintage Sei Stelle di Bonollo e alla sua bottiglia, avvolta da un elegante nastro in tessuto fermato con originali bottoni di legno e impreziosito da sei luccicanti cristalli Swarovski. Un modo per allietare anche la vista prima dell’assaggio di questa grappa con note aromatiche di spezie, frutta secca, canditi e miele. La luce unica degli Swarovski la ritroviamo anche nelle famose bottiglie di Alberto Giannotti, che con il marchio Diadema accoglie in questi contenitori preziosi champagne, olio, vini della Provenza e ovviamente del Chianti, prodotti all’Impruneta, che hanno raccolto recensioni entusiastiche anche sul fronte del gusto.

Parlando di accessori e moda poi, nel Chianti Classico, a Radda per la precisione, Franca Pinzauti ha presentato il suo Colle B. (Pinot Nero Metodo Classico rosè), ispirato al rapporto che ha con la Francia (la sua azienda disegna e produce accessori per la moda), un vino che sa di lamponi freschi, ribes e canditi, nocciole e chinotto.

 

Da sinistra a destra: il Tenuta degli Dei prodotto da Tommaso Cavalli, figlio del noto stilista; il Pinot Grigio Impronta del Fondatore di Santa Margherita, in mano ai Marzotto; due bottiglie di Feudi del Pisciotto, il Nero d’Avola firmato Versace e il Cerasuolo di Vittoria vestito Giambattista Valli; Colle B. di Franca Pinzauti; la Grappa Of Vintage Sei Stelle di Bonollo

Sono comunque tante le famiglie italiane della moda impegnate nel vino. Come i Marzotto, che se ne occupano dal 1935, ovvero da quando il conte Gaetano acquistò dai conti Stucky la tenuta agricola di Portogruaro, fino a mettere in piedi il progetto che ha portato i loro vini Santa Margherita in tutto il mondo. In ricordo del fondatore, da qualche anno viene anche prodotta una versione del Pinot Grigio Alto Adige ottenuta attraverso una selezione di uve coltivate sopra i 400 metri e vendemmiate a mano, chiamata appunto “Impronta del Fondatore”.

Altra grande famiglia della moda è quella di Roberto Cavalli, il cui figlio Tommaso produce vini Igt Toscana con uve Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot e Alicante Bouchet nella meravigliosa Panzano in Chianti. Segnaliamo in particolare il Merlot Le Redini (che trae nome dall’altra grande passione di Tommaso, i cavalli) e il più longevo Tenuta degli Dei.

Sempre in Toscana troviamo Salvatore Ferragamo, che negli anni ’80, durante una battuta di caccia, si imbatté nel borgo da restaurare “Il Borro” nell’aretino. Oggi la famiglia produce, intorno al resort, Merlot, Cabernet Sauvignon, Syrah, Petit Verdot e Sangiovese, che vanno a comporre il “grand vin” Il Borro, ma anche il Polissena, più giovane e godibile anche senza lungo affinamento in cantina. Anche Antonio Moretti – ovvero Arfango, Bonora e CarShoe – produce vino, come il titolatissimo e molto conosciuto negli Stati Uniti Oreno, l’elegante Crognolo a base Sangiovese, e in Sicilia, a Siracusa, i vini Maharis e Saia a base di Nero d’Avola.

Non mancano nemmeno Renzo Rosso, con la sua DieselFarm nel vicentino (Rosso di Rosso, Merlot, Cabernet, Bianco di Rosso, uno Chardonnay in purezza, Nero di Rosso e, dal 2003, Pinot Nero i vini), e Giorgio Schön, figlio di Mila Schön, con Colle Manora e i suoi tre bianchi (Mila, Mimosa, Double Bubbole) e cinque rossi (Ray, Pais, Manora, Palo Alto, Rosso Barchetta). E poi, in Umbria, c’è Marco Caprai – collegato alla nota maison del cachemire (e braccialetti in macramè) Cruciani – che produce Sagrantino di Montefalco. Senza contare che di recente pure Alessandro Benetton si è messo a produrre vino, dopo l’acquisto (attraverso 21 Investimenti) della quota di maggioranza dell’abruzzese Farnese vini.

Ma le collaborazioni estemporanee sono davvero tantissime e sottolineano momenti speciali come nel caso della Famiglia Trussardi, che ha avviato una prestigiosa collaborazione con Ca’ Del Bosco in Franciacorta per produrre la Cuvèe Prestige Trussardi, un metodo classico con affinamento medio di 30 mesi.