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Si torna a ricevere in casa propria. Archiviate le cene trascorse in locali rumorosi in cui la fanno da padroni voci, chiacchiericcio e squilli di cellulare. Si opta ormai da alcuni anni, per una maggiore intimità e riservatezza ed una convivialità ritrovata. All’insegna dell’alta borghesia milanese e dell’aristocrazia romana di un tempo. Ma, anche e soprattutto, sulla scia dei vip hollywoodiani, i primi ad impazzire per il nuovo trend. E quando si riceve a casa c’è anche chi è disposto a spendere fino a 10 mila euro al giorno per “noleggiare” alcuni tra i migliori chef nostrani (Alfonso Iaccarino, Filippo La Mantia, Marta Pulini e Fabio Spadaro, ad esempio) per preparare pranzi e cene speciali “a domicilio” (a casa ma anche su lussuosi yacht in giro per il Mediterraneo). A riscuotere grande successo è anche il giovane figlio d’arte, Alessandro Borghese(www.alessandroborghese.com), figlio dell’attrice Barbara Bouchet.

Torna cosi di moda riunirsi come piccoli corti in appartamenti privati in occasione di gustose cene preparate da un personal chef o private chef, professionista. Nato e diffusosi nel corso degli ultimi 15 anni, oltreoceano, negli Usa e in Canada dove opera l’associazione nazionale www.personalchef.com, il trend sta riscuotendo un grande successo anche nella penisola.
Nella scelta del personal chef occorre mettere la stessa cura che si impiega nella scelta del ristorante anche perché alla fine, lo si fa entrare nella propria intimità, nella propria cucina e lo si introduce ai propri familiari o amici. L’offerta non manca ma la prima cosa da fare è controllare la qualità del servizio offerto e soprattutto, la professionalità del cuoco senza confondere un servizio di catering tradizionale e un servizio di cucina a domicilio. A ribadire l’importanza di una scelta giudiziosa è il giovane cuoco in ascesa Alessandro Circiello (www.alessandrocirciello.com), docente dell’Università Luiss Business School per i master in Restaurant management e responsabile dei giovani della Federazione italiana cuochi (www.fic.it) ed attualmente lo chef del programma “I fatti vostri”. «Bisogna stare attenti ai cuochi improvvisati. C’è una grande differenza tra cuocere e cucinare. È consigliato rivolgersi ed affidarsi a cuochi professionisti», si lascia scappare Circiello. Sicuramente chi può permettersi uno chef stellato rischia meno. Nel caso contrario, è sempre opportuno rivolgersi ad uno chef iscritto alla Federazione italiana cuochi, garante di qualità, serietà e professionalità. Un’ altra soluzione può anche essere quella di chiedere direttamente al cuoco del vostro ristorante di fiducia, se è disposto a cucinare a casa vostra. Sono sempre più numerosi infatti quelli che puntualmente decidono di prestarsi a tale attività per pura amicizia.
Trovato lo chef che fa per voi e concordato insieme a lui la data, l’ora e la tipologia del ricevimento o della cena che avete in mente, basta poi fi darsi ciecamente. Solitamente, dopo essersi occupato della spesa, sbarcherà nella vostra cucina due o tre ore prima dell’inizio dell’evento. Solo o affiancato dal suo staff e provvisto della propria attrezzatura ne prenderà poi possesso per preparare i pasti di vostra scelta. Più o meno elaborati. Menù etnici per occasioni speciali o piatti della tradizione culinaria italiana. Nella maggior parte dei casi, il servizio comprende anche la cosiddetta mise en place, preparazione delle portate con relative decorazioni, servizio al tavolo con spiegazione di ogni singola portata ed eventualmente dei vini che la accompagnano e pulizia della cucina.
Chef ormai celebri come Alessandro Circiello che cucina regolarmente su richiesta per noti esponenti politici italiani e altri importanti personaggi dello spettacolo, si sottopone dal vivo a veri e propri piccoli Show Cooking, una specie di piccoli corsi privati in cui non esita a svelare i propri trucchi culinari ai partecipanti alla cena. «Per ogni evento organizzo un piccolo aperitivo e cucino gli antipasti in diretta in modo da carpire l’interesse dei miei clienti e quello dei loro ospiti». Praticamente uno show prima di mettersi a tavola.

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