L’informazione per i giovani? Sui social e poco approfondita

Quello fra i giovani italiani e l’informazione è un rapporto decisamente complicato, che passa prevalentemente sui social. Secondo un’indagine condotta da Comscore sui campioni rappresentativi della generazione Z, dei Millennial e della generazione X, integrati con i dati di Audience Analytics delle piattaforme, il 59% dei giovanissimi legge le notizie online, solo quando sente il bisogno di informarsi, uno su tre si informa malvolentieri e uno su cinque trova la lettura online delle notizie addirittura stressante. Ma qual è la fonte principale di approfondimento per i più giovani? I social: il 43% della generazione Z si informa sui social, il 35% sui siti di informazione, il 16% sui siti generalisti, il 6% su altre fonti. Quando si tratta di avere maggiori dettagli in merito a specifici fatti di cronaca, però, si sposta sui siti di news degli editori, specie su quelli locali. Nonostante la passione per Facebook & Co, tra i più giovani, sono relativamente pochi - e in diminuzione - coloro che postano sui social le news che trovano online.

Al crescere dell’età, il rapporto con l’informazione migliora. Infatti, il 59% degli italiani di età compresa fra i 23 e i 38 anni e il 66% di quelli tra i 35 e i 54 anni dicono di essere “assidui lettori di news”. Non solo: per informarsi, ai social preferiscono fonti più autorevoli. E, infatti, il 12% della generazione X è disposta apagare un abbonamento per fruire di contenuti di news, a fronte del 7% della generazione Z. Ma tutti i nostri connazionali, indipendentemente dall’età, non sentono il bisogno di andare troppo in profondità: per oltre l’80% degli intervistati già la prima fonte consultata è sufficiente a soddisfare il proprio bisogno informativo. Per quanto riguarda i device di accesso alle news, tutte le generazioni si informano online prevalentemente da device mobili. La durata media di una visita a un sito di news da mobile è di 1,8 minuti mentre quella da desktop è di 5,2 minuti. “Gli spunti della ricerca sull’utilizzo delle fonti e sulla tendenza a condividere sempre sui social dovrebbero far riflettere sulle strategie distributive basate sulla viralizzazione dei contenuti e sulla misurazione di condivisioni o visualizzazioni di pagina sulle varie piattaforme”, spiega Fabrizio Angelini, Ceo di Sensemakers, che rappresenta in esclusiva Comscore in Italia.