Coca-Cola delude Wall Street. Registrato il peggior calo dal 2008

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Dopo anni di crescita e di dominio, si preannuncia un periodo difficile per Coca-Cola. Il colosso delle bevande americano, infatti, ha reso noto che nel corso del 2019 le vendite aumenteranno solo del 3-4%, escludendo fluttuazioni valutarie, acquisizioni e disinvestimenti. Un dato decisamente al di sotto della media e alquanto insolito per la società. La notizia di questa frenata non ha lasciato indifferenti gli investitori: il titolo ha perso il 7,9% a Wall Street. Si tratta del calo maggiore dal 2008. Ma del resto, le prime difficoltà sono emerse già nel 2018, quando i ricavi sono scesi del 10% a 31,85 miliardi. Il management guidato da James Quincey ha ammesso che la redditività potrebbe avere dei problemi perché è pressata dai tassi di cambio, dalle tensioni geopolitiche e anche dall’indebolimento della fiducia dei consumatori. Occorre considerare, infatti, che negli ultimi tempi sta crescendo l’interesse per il salutismo alimentare: sono sempre di più le persone che prestano particolare attenzione alla propria alimentazione e decidono di puntare sui prodotti considerati più leggeri e sani.

Se Coca-Cola scende, Nestlé sale

Che il salutismo alimentare stia giocando un ruolo sempre più importante è dimostrato anche dai bilanci di un’altra società del settore alimentare: Nestlé. Da qualche tempo, la multinazionale svizzera sta spostando il suo business verso cibi più sani e leggeri e, nel 2018, per la prima volta in sei anni ha aumentato le vendite organiche, del 3%. Non solo. Il fatturato è salito del 2,1% e l’utile netto addirittura del 41,6%. Incrementato anche il dividendo, da 2,35 a 2,45 franchi. E per l’anno in corso Nestlé attende un ulteriore miglioramento della crescita organica.