Un taglio del 15% della forza lavoro per un totale di 7.500 dipendenti, più 2 mila assunzioni, che dovranno però essere finanziate con la solidarietà – circa 20 minuti al giorno – di tutti i dipendenti. È, in breve, il piano proposto dal gruppo Tim per il periodo 2018-2020, appena presentato dal gruppo di telecomunicazioni ai sindacati per affrontare il tema degli esuberi dopo la fine della solidarietà.

In particolare, sul fronte dei tagli, l’azienda ha proposto 4.000 prepensionamenti, elevabili a 5 mila secondo la legge Fornero, da realizzarsi entro fine 2018; più 2.500 esodi incentivati entro il 2020. Sul piatto sono stati messi tra i 550 e i 700 milioni di euro per incentivare gli esodi volontari, ma il piano dovrebbe portare a un risparmio nei costi pari a 400 milioni di euro.

La ristrutturazione dovrebbe essere parte del nuovo piano industriale che il neo-amministratore delegato Amos Genish presenterà al Cda e alla comunità finanziaria il prossimo 6 marzo.