Consumi in Italia: profondo rosso per abbigliamento e accessori

Il ponte di Rialto a Venezia. In base all'Osservatorio Confimprese-EY, la città lagunare è stata la città più penalizzata sul fronte acquisti nel mese marzo 2022 (-35,8%) (foto © Getty Images)

L’Osservatorio Confimprese-EY sui consumi di mercato analizza i dati di marzo 2022 sullo stesso mese del 2019, anno pre-pandemia, e mostra dati ancora negativi con un totale mercato che si assesta a -19,3%. 

Nei settori merceologici il settore abbigliamento-accessori registra una flessione nel mese pari a -31,3%. È il comparto che soffre di più e che non mostra al momento segni di recupero con una chiara evidenza dell’orientamento dei consumatori che, dopo due anni di pandemia, prediligono ora i consumi fuori casa, con la ristorazione in recupero relativo a -8,7%. Peggiora, di contro, il retail non food, che chiude marzo 2022 a -8,7%, in controtendenza rispetto alle performance dei mesi precedenti. Dopo la corsa agli acquisti dovuta al perdurare della pandemia, che ha contributo a mutare le abitudini di acquisto degli italiani orientati, durante i mesi di lockdown, a una maggiore cura degli spazi domestici e a un utilizzo più frequente dei canali digitali per gli acquisti, le ultime indicazioni di mercato segnalano invece una battuta d’arresto del comparto. 

Nei canali di vendita i peggiori trend si rilevano in outlet -28,4% e high street -27%, seguiti dai centri commerciali -25,8%. A sorpresa il travel, dopo due anni di crisi, recupera punti percentuali e chiude il mese a -18,6%. Un segno, quest’ultimo, da ricondurre al desiderio di un ritorno alla normalità da parte degli italiani.  Continua, di contro, il buon andamento dello shopping di prossimità (aree periferiche delle metropoli e cittadine di provincia) che, con -7,9%, conferma le mutate abitudini di acquisto dei consumatori e fa pensare a un trend ormai consolidato anche per il futuro. 

Nelle aree geografiche lo stato dell’arte conferma la flessione con il Nord-est che registra l’andamento più negativo a -28,8%, seguito da Nord-ovest -19,9% e Centro -17,4%. Il Sud tiene maggiormente e abbandona il double digit per chiudere a -6,6%. 

L’analisi delle regioni nel mese di marzo 2022 vs marzo 2019 presenta valori negativi in tutte le regioni prese in esame, in particolare, i trend più negativi si rilevano per il Veneto -31,9%, Marche -28,9%, Piemonte -27,8% e Trentino-Alto Adige -27,6%. Aumentano però le regioni che riescono a rimanere sotto i dieci punti percentuali tra cui Campania -2,7%, regione con il trend migliore, Abruzzo -6,3%, Calabria -6,6%, Puglia -8,2% e Sicilia -9,6%. Segue, poco distante, la Liguria -10,5%. Le altre regioni faticano a tornare ai livelli pre-pandemia con Lazio -11,4%, Sardegna -12,8%, Lombardia -17,5%, Toscana -24,7%, Friuli-Venezia Giulia -25,8%, Umbria -26,4% ed Emilia-Romagna -26,9%. 

Analizzando i dati delle principali città nel mese di marzo 2022 vs marzo 2019, Napoli registra un +35,4%, posizionandosi come l’unica città con segno positivo: un valore reso possibile anche grazie all’apertura di nuovi punti vendita, che non erano presenti in città nel 2019. Seguono Milano -4,6%, Palermo -6,2%, Genova -6,8% e Roma -12,6%. I valori peggiori si registrano invece a Venezia -35,8%, Bologna -34,0%, Firenze -28,6%, Torino -27,6% e Verona -21,7%.