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Attualità

Fase 2 emergenza Covid-19: le città italiane sono pronte?

L’analisi di EY sui principali capoluoghi del nostro Paese: il 20% non sarà in condizione di ripartire immediatamente

Il governo italiano è al lavoro sulla fase 2 dell’emergenza Coronavirus – in programma dal prossimo 4 maggio – ma le città italiane sono pronti ad affrontare la ripartenza? Un’analisi di EY, che ha incrociato gli indicatori di resilienza del suo Smart City Index (fattori sanitari, economici e sociali) con i dati del contagio Covid-19, ha evidenziato come più del 20% dei capoluoghi non sarà in condizione di ripartire immediatamente, ma farà molta fatica, perché non ha le infrastrutture e le tecnologie adatte ad affrontare la complessità della ripartenza. Secondo EY, le condizioni per la ripartenza post-Covid-19 sono ancora da definire nel dettaglio, ma i contorni sono noti:

  • Adeguamento delle strutture sanitarie, sia in termini di posti letto (soprattutto in terapia intensiva, per la cura dei malati gravi) sia di medicina di base, per la sorveglianza epidemiologica;

  • Riorganizzazione delle infrastrutture di mobilità, verso una maggiore flessibilità del trasporto pubblico ed una moltiplicazione della mobilità alternativa;

  • Potenziamento delle reti di telecomunicazioni, per supportare non solo lo smart working, la didattica a distanza e l’entertainment on-line, ma anche il tracciamento capillare degli individui attraverso le reti mobili;

  • Rafforzamento delle tecnologie di controllo delle città, per monitorare gli affollamenti e gli assembramenti, regolare opportunamente l’afflusso ai mezzi pubblici e agli esercizi commerciali, quando verranno riaperti.

Le città non partiranno tutte dalla stessa situazione. In una situazione critica sono quasi tutte le città della Lombardia, diverse città dell’Emilia-Romagna, Aosta, Trento e diverse città del Piemonte. Tra le città più contagiate anche Imperia, Massa, Genova, Bolzano, Trieste. Nella parte “buona” della classifica, vi sono tutte città del Sud, soprattutto le isole (Sardegna e Sicilia), ma anche Calabria, Basilicata, Puglia. L’analisi di EY evidenzia anche sei leve a disposizione delle città per ripartire:

  1. Un’organizzazione della risposta sanitaria all’altezza (posti letto negli ospedali, medici di medicina generale, farmacie per la distribuzione dei dispositivi di protezione);

  2. Infrastrutture di mobilità capienti (in grado comunque di trasportare un certo numero di cittadini senza eccessivo affollamento), flessibili (ad es. integrate con bike e car sharing e anche i monopattini, secondo alcuni il mezzo più indicato nella nuova situazione) e organizzate per la logistica urbana, il tutto supportato da servizi di infomobilità (es. app) che ne consentano un più facile e immediato utilizzo;

  3. Ampia copertura delle infrastrutture di comunicazione a banda ultralarga fissa (fibra ottica) e mobile (5G), wi-fi pubblico capillare, scuole e amministrazioni già connesse in fibra ottica

  4. Capacità di tenere sotto controllo la città attraverso la sensoristica e le centrali di controllo urbano (traffico, sicurezza), elementi indispensabili per monitorare in tempo reale i flussi di spostamento dei cittadini, prevenire le situazioni di congestionamento e regolare tempi e orari di spostamento dei cittadini evitando i picchi degli orari di punta;

  5. Servizi pubblici interamente digitalizzati, che permettono la continuità di erogazione dei servizi evitando l’affollamento agli sportelli;

  6. Elevata capacità di engagement digitale dei cittadini (comunicazione con app e social network), perché garantisce maggiormente che le app di tracciamento vengano scaricate dalla maggioranza dei cittadini, più abituati ad interagire con la PA attraverso gli strumenti digitali.

Le città del Nord, generalmente più mature nella gestione dei fenomeni sopra descritti, e quindi dotate di più leve, sono in teoria più avvantaggiate nella ripartenza, tuttavia, partono da una situazione di contagio molto più elevato e saranno quindi costrette a una ripartenza più cauta.

Credits Images:

La mappa di EY sulla possibile ripartenza delle città nella fase 2 dell'emergenza coronavirus. In verde la ripartenza "facile", in bianco quella "lenta", in giallo "frenata" e in rosso "critica"