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Attualità

Conflitto totale, 28 giugno 1914

Cento anni fa lo scoppio della I Guerra mondiale, che ha cambiato la storia del ‘900. Portando con sé trasformazioni politiche e sociali che, nel bene e nel male, hanno segnato tutto l’ultimo secolo

La morte violenta di un uomo (e di sua moglie) segna il destino di milioni di suoi simili, offrendo il pretesto per lo scoppio della I Guerra mondiale. Quell’uomo era l’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo, erede al trono dell’impero austroungarico, il suo assassino, un giovane bosniaco di etnia serba, Gavrilo Princip. La reazione delle grandi potenze è immediata, lo scoppio delle ostilità impossibile da arrestare, ma non per la gravità del gesto: sia i Paesi dell’Intesa che gli Imperi centrali non aspettano altro. Tutti prevedono un conflitto breve, eroico e vittorioso, in grado di sancire la loro supremazia e portare enormi vantaggi. Tutti sbagliano clamorosamente. La guerra lampo si trasforma presto in guerra di trincea. I protagonisti«Rappresenta l’elemento che tutti ricordano e che ritrae meglio la tragicità di quella guerra», spiega Fiorenza Tarozzi, docente di Storia contemporanea all’Università di Bologna. «Prima di allora le trincee non si erano mai viste e non le ritroveremo più nei conflitti successivi ». Così lo scontro rapido e “indolore”, si trasforma nella “Grande guerra”. «Anche se il teatro dei combattimenti è l’Europa, la portata del conflitto è mondiale, visti i vasti imperi coloniali delle potenze coinvolte e l’intervento, nel ’17, degli Stati Uniti », racconta Tarozzi. «E il numero di morti e feriti è spropositato rispetto alle esperienze precedenti. Siamo di fronte alla prima guerra di massa, che non vede più protagonisti volontari ed eserciti di professione, ma i soldati di leva». Cosa era cambiato? Non rappresenta una spiegazione esaustiva, ma senza dubbio generali e politici avevano sottovalutato la portata dell’innovazione tecnologica – sul fronte delle armi e dei trasporti – e le sue conseguenze. Perfino l’aviazione, che diventerà un’arma decisiva durante il secondo conflitto mondiale, fa capolino in questi anni, dando una spinta anche allo sviluppo della meteorologia. Perché se la guerra viene giustamente ricordata per i suoi drammatici effetti, è innegabile che si sia rivelata decisiva anche per alcuni sviluppi positivi. In campo scientifico, per esempio. «Un aspetto molto rilevante è stato l’affermarsi della chirurgia e della tecnologia applicate all’ortopedia, alle protesi artificiali, alla riabilitazione dei feriti di guerra», spiega la professoressa Tarozzi. «Per quanto concerne l’Italia, Bologna divenne il cuore di queste attività con l’ospedale e le officine Rizzoli, ma lo stesso avvenne in altre città nel resto d’Europa. E un grande passo avanti», aggiunge, «venne fatto anche nella cura delle conseguenze psichiche del conflitto, delle ferite non visibili, ma altrettanto reali, che provocava a livello mentale. È quasi un paradosso, ma la guerra è stata anche fonte di miglioramenti».

APPROFONDIMENTO

Parole di guerra La I Guerra mondiale non ha solo ridisegnato l’Europa e gli equilibri di potere che la governavano, ma ha influito profondamente sulla società. Al punto che molti modi di dire di uso comune hanno avuto origine proprio durante questi anni di combattimenti… clicca qui e leggi di più

Un discorso simile va fatto anche in campo sociale. Due su tutti i cambiamenti quanto meno accelerati dagli avvenimenti di questi anni: l’emancipazione femminile e l’alfabetizzazione delle masse. «Non è un caso che, proprio dopo la guerra, in alcune realtà politiche, come Gran Bretagna o Stati Uniti, le donne abbiano ottenuto il diritto di voto», fa notare Tarozzi. «Il ruolo svolto durante il conflitto, le responsabilità di cui si sono prese carico, alcune figure sociali come le crocerossine, resero visibile l’importanza del loro lavoro». Similmente, la distanza dalle famiglie, il bisogno di mantenere con loro un legame, indusse molti soldati, perlopiù analfabeti (soprattutto in Italia) ad avvicinarsi alla scrittura. «Ci sono diverse bellissime raccolte di lettere dal fronte che testimoniano questo primo approccio alla parola scritta», racconta la nostra interlocutrice. «Si tratta di una scrittura molto colloquiale, dove i termini compaiono spesso scritti attaccati o così come si pronunciano, ma rappresentano un passo avanti importante». Insomma, se è vero che la realtà politica uscita dalla I Guerra mondiale fu senza dubbio pesante, perché contenente in nuce i terribili germi dei regimi totalitari e del secondo conflitto mondiale, non possiamo negare che fu anche, come spesso accade, motore di un progresso scientifico e sociale. Oltre che ispiratrice di un gran numero di libri e pellicole di alto livello. Tra le opere letterarie più celebri che fanno riferimento a quel periodo c’è senz’altro Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque, romanzo che narra la crudeltà dei combattimenti attraverso gli occhi di un soldato diciannovenne, all’incirca l’età che aveva lo scrittore tedesco quando venne costretto ad arruolarsi volontario. Altro romanzo semi-autobiografico, firmato dal grande Ernest Hemingway, è Addio alle armi, storia di amore e di guerra ambientata in Italia prima, durante e dopo la battaglia di Caporetto. Anch’esso pubblicato nel 1929, si ispira all’esperienza che lo scrittore ebbe durante il conflitto. Pure gli autori italiani offrono pagine memorabili, come i libri di memorie Un anno sull’Altipiano, di Emilio Lussu, e Giornale di guerra e di prigionia, di un giovane Carlo Emilio Gadda. Da non dimenticare anche il capolavoro di Giuseppe Ungaretti Allegria di naufragi, che racchiude versi incentrati sull’esperienza della Grande guerra combattuta dal poeta in trincea come interventista e volontario. I GUERRA MONDIALE IN IMMAGINI

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Foto nel video: © Getty Images

Delle opere di Remarque e Hemingway, non si possono non citare anche le trasposizioni cinematografiche. Addirittura due per quanto riguarda l’opera dello scrittore statunitense: una del 1933 con Gary Cooper e una del 1957, che ha coinvolto anche Vittorio De Sica e Alberto Sordi. Dal romanzo di Lussu ha poi preso ispirazione Francesco Rosi nel 1970 per Uomini contro con Gian Maria Volonté. Ma l’intramontabile classico sul tema è La Grande guerra (qui il film completo) di Mario Monicelli, interpretato da Alberto Sordi e Vittorio Gassman. Un capolavoro della storia del cinema, vincitore del Leone d’oro al Festival del Cinema di Venezia, ma anche di tre David di Donatello e due Nastri d’argento, oltre che candidato all’Oscar come miglior film straniero.

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Di anno in anno

1914 – L’assassinio dell’arciduca ed erede al trono austriaco, Francesco Ferdinando, e della moglie Sofia, da parte di un indipendentista slavo, Gavrilo Princip, offre il pretesto per l’inizio delle ostilità. Tutti si aspettano una “guerra lampo”.1915 – Dopo i primi rapidi avvenimenti dell’anno precedente, lo scontro arriva a un punto di stallo, trasformandosi in una guerra di trincea, caratteristica tipica e unica di questo conflitto. Il 24 maggio segna la discesa in campo dell’Italia.1916 – Prosegue la guerra di posizione, in cui le linee contrapposte si disputano per mesi e mesi pochi chilometri. È l’anno in cui l’Austria lancia sul fronte italiano la “Strafexpedition”, spedizione punitiva nei confronti dell’alleato traditore, riuscendo a sfondare il fronte ad Asiago.1917 – Si decidono le sorti del conflitto, due eventi fondamentali cambiano le carte in gioco: in Russia scoppia la Rivoluzione d’ottobre per mano dei comunisti, che segna la fine dello zarismo e la firma dell’armistizio, mentre gli Stati Uniti fanno il loro ingresso nel conflitto contro gli Imperi centrali.1918 – Dopo quattro anni e tre mesi di combattimenti, la guerra si conclude con la vittoria degli Alleati, che ridisegneranno l’Europa sulla base degli accordi presi prima della discesa in campo degli Usa. Sul campo perirono circa 26 milioni di persone.

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