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Attualità

Capodanno senza botti. Pericolosi e inquinanti e le città li bandiscono

Da Torino a Palermo, passando per Milano e Venezia. Sarà una fine d’anno meno scoppiettante del previsto. Multe fino a 500 euro per i trasgressori

Motivi di sicurezza, rispetto per gli animali e lotta all’inquinamento. Ecco le motivazioni che stanno spingendo molte delle città italiane a bandire i botti di fine anno. A dare il via è stata Venezia. Qui il comandante generale della polizia municipale, Luciano Marini, ha emesso, come l’anno scorso, un’ordinanza che per la notte di Capodanno vieta «comportamenti che possano turbare la tranquillità o compromettere la sicurezza dei cittadini in luoghi aperti: nello specifico sabato 31 dicembre e domenica 1 gennaio sarà vietato usare o portare con sé materiale esplodente, accendere fuochi e far esplodere petardi, castagnole o altri artifici esplodenti». A chi contravverrà l’ordinanza verrà sequestrato e confiscato il materiale e sarà applicata una sanzione amministrativa pecuniaria. A Torino invece lo stop è scattato per tutelare gli animale. Nel capoluogo piemontese Enzo Lavolta, assessore all’ambiente, ha infatti confermato il provvedimento, votato dal predecessore, Roberto Tricarico,che modificava il “Regolamento per la tutela e il benessere degli animali in città”. Tra le novità introdotte dal testo anche il divieto di «far esplodere petardi, botti, fuochi d’artificio e qualsiasi altro articolo pirotecnico sul territorio comunale». Pena, una multa da 25 a 500 euro, e il rischio di beccarsi una denuncia penale. Già, perché l’esplosione dei botti può configurare il reato di maltrattamento degli animali.Motivazioni diverse, ma uguale risultato a Milano. A far scattare il divieto all’ombra della Madonnina lo smog. L’alta concentrazione di polveri sottili nell’aria ha fatto infatti scattare da giorni l’ordinanza antismog. Tra le misure anche il «divieto di uso e di accensione di fuochi d’artificio, giochi pirici e pirotecnici, fumogeni, petardi e di ogni strumento per l’emissione di fumo o gas visibile». Per i trasgressori multe da 500 euro. Botti vietati anche al sud: a Palermo, Olbia e Sassari. Nessun divieto a Roma, dove la giunta comunale si limita a invitare i cittadini a non utilizzare «petardi e fuochi d’artificio pericolosi e prodotti illegalmente», né tanto meno a Napoli dove il prefetto e questore raccomandano moderazione.

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A Torino botti vietati per tutelare gli animali. Per i trasgressori multa e rischio di denuncia per maltrattamento degli animali