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Senza l’Europa questa legge non s’ha da fare

Santo Versace, promotore della legge sul Made in Italy, riflette sulla necessità di posticipare l’avvio della norma per coordinarsi con la Ue

A pochi giorni dalla data fissata per l’avvio della legge in difesa del Made in Italy, previsto per il 1^ di ottobre, è lo stesso promotore della legge, Santo Versace, a riflettere sulla necessità di un posticipo. In un’intervista rilasciata a “Il Sole 24 ore” l’imprenditore e parlamentare Pdl configura la possibilità di un avvio posticipato della norma, che potrebbe entrare in vigore con una data successiva a quella inizialmente prevista e comunque solo a seguito di un coordinamento con la Ue.A legge approvata erano in molti a sostenere che il varo di una norma nazionale sulla tracciabilità, seppur necessaria, rappresentava una provocazione per l’Europa. Da più parti si lanciavano richiami all’Ue e lo stesso vicepresidente di Confindustria, Paolo Zegna, ammoniva i parlamentari dall’imboccare un vicolo cieco.Dopo la bocciatura europea della norma, oggi anche chi la propose pensa che sia opportuno posticiparla, magari al 2011 perché, come sostiene Versace, «questa è materia d’Europa e senza l’Europa l’etichettatura obbligatoria non ce l’avremo mai», senza il contributo Ue «non ce la faremo mai ad ottenerla come strumento per assicurare la trasparenza e la qualità dei prodotti ».

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Santo Versace