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Mercato dell’arte in Italia? Regionale e asfittico e Canaletto va invenduto

L’asta Sotheby’s a Milano non è riuscita a vendere tre autentici capolavori: due Canaletto e un Francesco Guardi. A scoraggiare i compratori le notifiche sulle opere

Invendute. Le due opere del Canaletto “Veduta del Canal Grande da Santa Croce verso gli Scalzi” e la “Veduta di Campo San Geremia” che la sede milanese della casa d’aste Southeby’s aveva messo in vendita non hanno trovato nessun nuovo proprietario. La due opere erano state notificate dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali: le due vedute andavano acquistare insieme e lasciate in Italia.Nessuno, con questi vincoli, ha presentato un’ offerta adeguata. Il battitore, Filippo Lotti, amministratore delegato di Sotheby’s, ha fermato il martello a 4,2 milioni di euro. Le offerte dei compratori non hanno raggiunto quei 4,5 milioni di euro, a cui coppia era valutata, così le opere sono state ritirate dall’asta.Lotti, in polemica con la notifica delle opere – a suo parere legittima nel vincolo dei confini nazionali ma forse discutibile nel vincolo sulla coppia “anche perché non vi è nessun documento nella collezione milanese che dichiari che l’acquisto fu fatto in modo congiunto” – ha fatto il punto sul mercato italiano dell’arte, che “pur ottimo per le sue offerte di qualità, risulta regionale e asfittico”.Invenduto anche “L’Andata del Bucintoro” di Francesco Guardi raggiunto il giorno prima della vendita da una notifica.La casa d’aste quotata a Wall Street aveva ricevuto manifestazioni d’interesse per tutte e tre le opere anche da compratori internazionali, che evidentemente sono stati scoraggiati dall’ipotesi di dover lasciare in Italia le opere.

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“Veduta del Canal Grande da Santa Croce verso gli Scalzi”