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Tra gli aggiornamenti presentati nella sua relazione annuale al Parlamento, Guido Bortoni, presidente dell’Autorità per l’energia e il sistema ibrido, ha annunciato che le energie rinnovabili hanno raggiunto in Italia una quota pari al 30% della produzione. Sembrerebbe un’ottima notizia, eppure l’esperto ha espresso preoccupazione in merito, perché il cambiamento del mix produttivo in favore di questo tipo di energia elettrica comporta, ha spiegato, il «rischio di nuove inefficienze e di possibili criticità per la sicurezza del sistema».
All’origine del problema la non programmabilità, per loro natura, di queste fonti e la loro dispersione sul territorio. Da tenere presenti anche i costi ancora molto alti. Per l’anno in corso si stimano spese per l’incentivazione pari a 12,5 miliardi di euro, di cui circa 12 saranno coperti direttamente dagli italiani, attraverso la componente A3 della loro bolletta.