Generazione Z: corretti, concreti e attenti ai valori

Sono molto meglio di come vengono dipinti di solito. I giovani della generazione Z, che hanno cioè un’età compresa fra i 14 e i 24 anni, non sono irresponsabili, menefreghisti, nullafacenti e sempre attaccati al cellulare come si pensa comunemente. Al contrario. È vero che sono digital e social, ma sono anche inclusivi, corretti, concreti e credono nei grandi valori. A smontare i luoghi comuni che esistono attorno ai post-millennials è la ricerca “Generazione Z: un futuro che guarda al passato” condotta dall’istituto di ricerca AstraRicerche e commissionata da BNP Paribas Cardif, tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia, secondo cui per il 56% degli intervistati la priorità è la famiglia, per il 47% l’amore e per il 42% la salute. La fama, il successo, l’essere leader o influencer contano pochissimo. Per l’84%, infatti, la cosa più importante è stare bene con se stessi, per l’82% stare bene fisicamente e per l’80% avere il supporto della famiglia. Anche l’amicizia riveste un ruolo fondamentale. Gli amici veri non sono quelli conosciuti su internet, ma le persone che si frequentano durante il tempo libero (risposta data dal 74% del campione) e i compagni di scuola o i colleghi di lavoro (58%). Anche i modelli di riferimento sono concreti: il 55% dei centennials si ispira ai genitori e il 44% proprio agli amici. Fra le persone sconosciute, i personaggi dello spettacolo (35%) e gli sportivi (30%) battono i nuovi famosi come chef (19%), blogger (21%) e influencer (23%).

La generazione Z ha le idee chiare sul futuro

La ricerca di BNP Paribas Cardif svela, inoltre, che la generazione Z è molto sensibile alle tematiche ecologiche: il 66% dei giovani fa la raccolta differenziata e il 60% pone attenzione agli sprechi. I giovani sono poi molto inclusivi, specie le ragazze: il 67% delle donne si dichiara aperta alla diversità. Tuttavia, solo il 25% si dedica al volontariato. Comunque i post-millennials sono molto attivi: solo il 9% né studia né lavora. E non vivono alla giornata, anzi pensano al proprio futuro: ben il 65% del campione possiede almeno un’assicurazione. Per quanto riguarda il lavoro, più della metà ambisce a un posto stabile e da dipendente, mentre il 28% sogna un lavoro autonomo e dinamico (28%), come avviare una start-up o una carriera da freelance. Ma tutti la pensano allo stesso modo sul luogo dove faranno carriera: il 30% si immagina in Europa e il 13% addirittura in un altro continente.
Il rapporto con la tecnologia è molto stretto. Lo smartphone è il device più utilizzato dal 93% dei post-millennials e l’87% lo considera uno strumento irrinunciabile. I social più usati in assoluto sono WhatsApp (89%) e Instagram (82%).